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Frode milionaria al fisco ma non gli basta: aveva chiesto anche i fondi per l'emergenza Covid

Acquistava le moto da cross all'estero e le rivendeva in Italia evadendo completamente le tasse: un giro d'affari da 15 milioni di euro. Però lo scorso anno aveva chiesto allo Stato il finanziamento garantito da 30mila euro

Frode milionaria al fisco ma non gli basta: aveva chiesto anche i fondi per l'emergenza Covid
Cronaca Comasca, 15 Ottobre 2021 ore 11:46

Nelle prime ore di oggi, i Finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Olgiate Comasco, all'esito di una prolungata attività investigativa svolta con il coordinamento della Procura della Repubblica di Como, hanno eseguito una misura cautelare personale,
emessa dal G.I.P. del Tribunale lariano, nei confronti di 2 cittadini italiani, uno ristretto presso la casa circondariale di Como “Bassone” ed uno agli arresti domiciliari.

Frode milionaria al fisco ma ai fondi Covid non dicevano di no

Le indagini hanno consentito di porre fine ad un complesso ed articolato sistema di frode fiscale milionario, perpetrato nella commercializzazione di moto da cross, ideato da un soggetto residente nell’olgiatese, già condannato in diverse occasioni per la commissione di reati della stessa matrice e già debitore nei confronti del fisco di oltre 10 milioni di euro.

L’indagato, vantando la disponibilità di un’ampia rete societaria a lui riconducibile ma di fatto intestata a soggetti prestanome, ha importato dall’estero, tra il 2015 ed il 2020, migliaia di motoveicoli per poi commercializzarli sul territorio nazionale in totale evasione delle imposte dovute.

Ciò gli ha permesso negli anni di aggiudicarsi una posizione di privilegio sul mercato, potendo praticare prezzi di cessione al pubblico molto inferiori a quelli ordinariamente offerti dalle stesse case madri e di garantirsi, di contro, un cospicuo introito per ogni mezzo venduto.

Volume d'affari per circa 15 milioni

Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle, per lo più finalizzati all’individuazione dei soggetti interposti ed alla ricostruzione delle vendite, hanno consentito di quantificare il volume di affari per circa 15 milioni di euro e le imposte evase, oltre ad accertare come
l’indagato avesse richiesto ed ottenuto un finanziamento garantito dallo Stato per un valore di 30.000 euro in occasione dell’emergenza pandemica da Covid-19, sulla scorta di dati non veritieri.

Ai domiciliari, invece, è stato condotto uno dei soggetti prestanome che aveva accettato, in più occasioni, di ricoprire il ruolo di amministratore e rappresentante delle imprese insolventi nei confronti del fisco.

Perquisizioni anche nel Varesotto

I Finanzieri, al momento, stanno eseguendo diverse perquisizioni in provincia di Como e Varese allo scopo di cristallizzare ulteriormente le ipotesi di reato oggetto delle investigazioni ed individuare beni, nella disponibilità degli indagati, da sottoporre a sequestro preventivo finalizzato alla confisca fino alla concorrenza di oltre 2 milioni di euro.