L'appello

Donazione di plasma iperimmune all’Asst Sette Laghi: ecco come aiutare i malati

Il plasma iperimmune può rappresentare per molti pazienti l'unica via di guarigione dal coronavirus. Per questo l'Asst Sette Laghi ha lanciato nei giorni scorsi un appello a cui tantissimi stanno già rispondendo

Donazione di plasma iperimmune all’Asst Sette Laghi: ecco come aiutare i malati
Varese, 09 Novembre 2020 ore 14:03

A distanza di tre giorni sono tantissime le richieste di poter donare plasma iperimmune all’Asst Sette Laghi.

Donazione plasma iperimmune: come aiutare i malati

Un appello che ha subito riscosso un enorme successo e che può permettere di salvare molte vite. I varesini non si sono tirati indietro dopo l’apertura alle donazioni di plasma iperimmune all’Asst Sette Laghi. Col virus che sta colpendo pesantemente la provincia di Varese e mette in difficoltà le strutture sanitarie di tutta la Regione, il plasma iperimmune può rappresentare un’arma cruciale per la cura dei malati. Chi fosse guarito dal coronavirus ha due modi per candidarsi e diventare donatore:

  • Contattare il numero 0332.278240 del Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Circolo di Varese dalle ore 08:00 alle ore 13:00
  • inviare una mail all’indirizzo segreteria.immunotrasf@asst-settelaghi.it indicando nome e cognome e recapito telefonico

Il plasma iperimmune, come funziona

Quando una persona affronta una malattia, il suo sistema immunitario produce gli anticorpi, molecole specifiche che impediscono (per un tempo più o meno limitato) la reinfezione dallo stesso agente patogeno. Semplificando (molto), col plasma iperimmune si utilizzano gli anticorpi di una persona guarita per aiutarne una che invece non riesce da sola a sconfiggere la malattia.

Il plasma viene raccolto da dei donatori in cui si rileva almeno una determinata quantità di anticorpi specifici: le sacche vengono successivamente trattate per essere “standardizzate”, di maniera tale che ogni paziente riceverà la stessa “dose” di anticorpi. A differenza di un vaccino però, i pazienti trattati con plasma iperimmune tendono a non produrre i propri anticorpi contro la malattia.

Contro il coronavirus la trasfusione di plasma iperimmune ha dimostrato nei primi test di poter essere un’arma importante, soprattutto quando l’infezione è all’inizio, e potrebbe quindi essere di particolare aiuto per i pazienti più fragili e a maggior rischio di complicazioni e decesso. Ma i risultati, spiegavano i medici del San Matteo durante la Fase 1 dell’epidemia, erano incoraggianti anche nelle fasi più avanzate dell’infezione.

Per questo la Regione aveva subito lanciato la “banca del plasma iperimmune“, insieme alla campagna di test sierologici che permettendo di individuare la presenza di una risposta immunitaria hanno permesso di trovare anche i possibili donatori. E Varese, come tanti altri ospedali, aveva subito aderito impegnandosi da subito nella raccolta. Recentemente, l’azienda varesina è stata inserita anche nella cabina di regia del progetto nazionale finanziato dall’Unione Europea.

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