Diretta

Coronavirus in Lombardia, gli aggiornamenti del 26 marzo

Purtroppo sembra che dopo tre giorni i contagi siano tornati a risalire improvvisamente

Coronavirus in Lombardia, gli aggiornamenti del 26 marzo
Varese, 26 Marzo 2020 ore 17:36

+Diretta dalla Regione con i dati aggiornati che raccontano la diffusione del coronavirus in Lombardia.

Coronavirus in Lombardia, conferenza stampa

Convocata alle 17.30 la quotidiana conferenza stampa con i dati legati al coronavirus. Dopo tre giorni in cui si pensava di essere almeno in fase di rallentamento del contagio, oggi sembra esserci la doccia fredda: il Presidente Attilio Fontana ha anticipato un’impennata dei nuovi casi positivi di 2500 unità.

Si attendono ora i dati ufficiali.

Segui qui la conferenza stampa

Con Gallera, professor Fausto Baldanti e professor Carlo Federico Perno:

“Ci aiuteranno a leggere i dati e a fornire su alcuni temi l’angolatura scientifica che dovrebbe essere il punto di riferimento su tutto. Da giorni si parla ad esempio di test rapidi con una goccia di sangue, e sentiremo chi sta studiando questi temi tutto ciò che li riguarda. Loro sono tra i maggiori esperti italiani e membri del Consiglio Superiore di Sanità. Da oggi in poi, vorremmo farci supportare in queste comunicazioni ai lombardi alla scienza, con la loro opinione autorevole, tecnica e fondata.

La Lombardia è un caso unico, nessuno ha avuto così tanti casi positivi ne ha affrontato l’emergenza in questo modo. In altre Regioni fortunatamente l’emergenza è arrivata dopo o hanno potuto individuare, come il Veneto, il focolaio e a circoscriverlo subito. Noi lo avevamo fatto per Codogno, in 24 ore, per limitare circolazioni e spostamenti in 10 Comuni. Purtroppo da noi si era già sviluppata e diffusa.

La nostra però anche una realtà che ha avuto una capacità di reazione straordinaria. Oggi Croce Rossa ci ha permesso di installare ben 37 suoi respiratori.

Da lunedì abbiamo iniziato a fare tamponi per medici generali e operatori sanitari con più di 37 gradi di temperatura corporea e iniziamo a fare i tamponi anche ai guariti. Ats stanno strutturando degli ambulatori appositi, e siamo al lavoro per individuare alberghi e strutture per i pazienti che possiamo dimettere ma tenendo sotto osservazione, sia per quelli che non presentano ancora sintomi da ricovero.

I dati

  • Casi positivi: 34.489 (+2443, ieri + 1643)
  • Ricoverati: 10.681 (655, ieri +315)
  • Terapia Intensiva: 1263 +27
  • Decessi: 4861 (+387)
  • Dimessi: 7.839 (+1501, ieri +990)

Professor Perno:

“Dati vanno visti con articolazione. I numeri sono l’inizio di un ragionamento: ci sono degli aumenti oggi dei nuovi positivi ma anche dei guariti. Numeri non rappresentano nuove infezioni ma nuove diagnosi: ieri abbiamo misurato chi si sono infettati tra i 7 e i 14 giorni fa e oggi hanno iniziato ad avere sintomi. E’ chiaro che tamponando solo i sintomatici, la mortalità e alta. Aumentando tamponatura nella popolazione, lentamente l’aumento di tamponi comporta apparente aumento infezioni ma in realtà parliamo di diagnosi. Al Niguarda nell’ultima settimana c’è stato un crescendo rapidissimo di tamponi nel laboratorio ma la percentuale di positivi non è aumentata. Ragioniamo nella globalità, guardando purtroppo ai decessi ma anche ai guariti. Stiamo cercando di capire cosa avviene nella popolazione, stiamo uscendo dal “ghetto” dell’analisi dei gravi en guardiamo al territorio. Così aumenteremo i positivi perchè andiamo a prendere persone asintomatiche o con sintomi lievi. Guardando insieme guariti, decessi, nuovi casi credo che cauto ottimismo possa continuare ad esserci come nei giorni scorsi”.

Test rapidi

Professor Fausto Baldanti:

“Dal 21 febbraio Regione Lombardia ha eseguito tamponi su 90mila persone. Inizialmente testando tutti avevamo bisogno di testarne 8 per trovare un positivo e per quello in prima fase si è passati all’analisi del sintomatico per fornire cure migliori possibili. La capacità di analisi è stata ampliata da 3 a 22 laboratori e siamo tra chi può individuare più casi positivi al giorno, a livello europeo. Ampliare a tutta la popolazione l’analisi è un problema importante perchè dobbiamo capire in quanti hanno incontrato il virus, e quanti di questi manifestano sintomi clinicamente evidenti e quanti no. Ad esempio uno dei sintomi è perdita del gusto e olfatto, e inizialmente era considerata senza sintomi. 2 test: molecolari che identificano il virus e cominciano a essere visibili in fase vicina ai sintomi. I test sierologici, rapidi, invece identificano gli anticorpi, la reazione dell’organismo al virus. Mi infetto oggi, ho sintomi fra tre giorni ma avrò anticorpi misurabili fra sette/otto giorni. Test hanno un valore importante ma si deve capire come usarli in senso diagnostico”.

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