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Continua il divieto di trasporto bici in treno, ma FIAB non ci sta

FIAB Lombardia chiede di invertire nettamente la tendenza: "Si dia spazio al treno+bici come regola"

Continua il divieto di trasporto bici in treno, ma FIAB non ci sta
Cronaca Saronno, 12 Maggio 2021 ore 14:06

Da un anno a questa parte Trenord ha vietato il trasporto delle bici sui suoi treni lombardi, con l’eccezione di poche corse.

Continua il divieto di trasporto bici in treno,

Dallo scorso anno, Trenord ha deciso che non si poteva più salire sui treni regionali con la bici al seguito, per chi aveva l’abitudine di utilizzare il treno con la propria bicicletta, per lavoro, studio o turismo, è cominciato il calvario. A denunciare questa situazione è FIAB Lombardia: “Il susseguirsi d’informazioni frammentate, confuse e spesso contraddittorie sia dai canali ufficiali Trenord (sito, app) sia dal personale viaggiante, hanno reso la vita impossibile a chi vorrebbe rispettare delle regole giuste ed equilibrate. Al contempo, l’assenza quasi totale di controlli fa sì che i treni siano ancora ampiamente utilizzati da persone con bici al seguito che viaggiano ignorando (per confusione o volontà) il divieto”.

FIAB non ci sta

A 10 mesi dall’ultima volta, la V Commissione Territorio e Infrastrutture della Regione Lombardia, Gruppo di lavoro sulla mobilità dolce, ha invitato FIAB Lombardia e Trenord in un’audizione per cercare delle soluzioni condivise. Trenord ha illustrato un piano di ammodernamento del materiale rotabile, con tempi poco certi e comunque non rapidi. In questo contesto, i dirigenti di Trenord hanno dichiarato che "le norme relative alla sicurezza si sono irrigidite e i treni che per decenni i lombardi hanno utilizzato per il treno-bici, molti con spazi polifunzionali per bici, carrozzine, grossi bagagli etc., ora non sono più “omologati” e la bicicletta non ci può più salire!”.
Subito è arrivata la replica di FIAB:

A fronte di quali rischi? Quanti incidenti? Nessun dato, se non l’ammissione a bassa voce che incidenti a viaggiatori dovuti alla presenza di bici sono un generico “molto molto pochi”…. sospettiamo si sia allo zero, a fronte di decine di migliaia di bici trasportate negli ultimi anni!”

La soluzione concreta, secondo Trenord, è “usare sempre il bike sharing o il noleggio nella stazione di arrivo”. Purtroppo però, come fa notare FIAB, “queste disponibilità, pur auspicabili ovviamente, sono limitate a pochissime località e il bisogno diffuso di intermodalità è molto più articolato. Inoltre, si finge di non sapere che alcuni servizi come il bike sharing hanno dei costi ingenti specie se in centri di medio-piccole dimensioni a confronto di costi molto più abbordabili per l’adeguamento degli spazi nei treni esistenti per trasporto bici. Oppure, si può prendere un’auto, caricare la bici (ovvio, dovete comprarvi un porta bici), incastrarvi in un’autostrada qualsiasi, parcheggiare, fare il vostro bel giretto come nella ruota del criceto e tornare a riprendere l’auto per incastrarvi nuovamente in autostrada”.

FIAB chiede un intervento drastico

FIAB Lombardia chiede di invertire nettamente la tendenza:

“Si dia spazio al treno+bici come regola, ovunque non sussistano problemi di sovraffollamento critico, individuando questi ultimi sulla base di indagini mirate e circostanziate. Il treno+bici è un’opzione importante – ovviamente non unica – sulla strada della transizione ecologica e della mobilità sostenibile, parole divenute oggi termini ufficiali dell’azione di Governo.
Auspichiamo un tavolo di lavoro vero con Trenord, partecipato anche da chi la bici la usa davvero, dove mettere in fila le problematiche, che non sono tutte uguali su tutte le linee e a tutti gli orari, e trovare da subito delle possibili soluzioni che tengano insieme le giuste necessità di sicurezza con le esigenze degli utenti con bici e un’attenzione particolare ai territori, soprattutto i meno conosciuti, che hanno bisogno di un rilancio dell’economia turistica che passa anche dal cicloturismo. Non è un caso che forte dissenso con la recente politica di Trenord sia stato espresso anche da sindaci e associazioni degli operatori turistici, di ricettività e ristorazione, di moltissime aree della regione.”