Spazio per l'ottimismo

Contagio Covid, picco di casi ma l’analisi settimanale segna un “freno” su Varese

Il dato di oggi fa paura ma guardando all'evoluzione settimanale per la prima volta da oltre un mese il numero di nuovi casi è stabile

Contagio Covid, picco di casi ma l’analisi settimanale segna un “freno” su Varese
Varese, 10 Novembre 2020 ore 18:49

Il dato di oggi, 10 novembre, dei nuovi casi in provincia di Varese fa scattare naturalmente l’allarme: 3.081, mai così alti, quasi quanto l’intera Città Metropolitana di Milano. Ma guardando l’evoluzione settimanale, pur al netto del dato sui tamponi effettuati e sulle nuove persone testate, sembra esserci spazio all’ottimismo.

Contagio Covid, il dato settimanale tranquillizza

Oltre tremila casi in un giorno, o comunque comunicati nelle ultime 24 ore. Numero enorme che può però trarre in inganno se visto da solo. Come spiegato in passato da Ats Insubria in occasione di un altro “picco” di contagi, i casi positivi comunicati giornalmente da Regione Lombardia soffrono dei ritardi di comunicazione derivanti soprattutto dalla chiusura di alcuni laboratori nel weekend.

Facile, quasi certo quindi che i 3.081 casi comunicati oggi siano in realtà da ripartire su almeno i tre giorni precedenti. E’ per questo che seppur utile, il dato giornaliero va guardato con un occhio sempre al trend settimanale, che può come oggi dare un’impressione opposta sull’andamento dell’epidemia.

Anche col picco il contagio “frena”

Dai 3.081 casi di oggi ampliamo la lente all’ultima settimana. Il totale dei nuovi casi positivi comunicati dal 4 al 10 novembre è di 7.768. Tanti ma per la prima volta da quasi due mesi per la prima volta in sostanziale pareggio rispetto alla settimana precedente: dal 3 novembre al 28 ottobre i casi comunicati da Regione erano infatti 7.744, solo 24 in meno. Peggio la settimana prima ancora, dal 27 al 21 ottobre con 2.764 a sua volta in forte crescita rispetto al periodo dal 14 al 20 ottobre, con 1.461 casi.

No a giudizi affrettati

Insomma, a guardare l’ultima settimana sembra che le misure restrittive decise da Regione e Governo stiano sortendo i primi effetti stabilizzando finalmente la curva dei nuovi contagi. Specialmente considerando un aumento del numero di tamponi comunicato venerdì da Ats Insubria anche per la provincia di Varese. E sperando ovviamente che i prossimi giorni non registrino nuove sorprese.

E in Regione?

Non una stabilizzazione dei dati ma un rallentamento della curva del contagio si nota anche guardando ai dati regionali delle ultime settimane, come fatto dal consigliere Pd Samuele Astuti. Nella settimana dal 6 al 13 ottobre i nuovi positivi erano 6.134, cresciuti in quelle successive a 15.679, poi 32.489, 53.465 e infine, nell’ultima settimana, 60.053. Anche qui un netto cambio di pendenza della curva che traccia l’incremento.

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Stesso risultato (anche se ancor meno evidente) anche con le terapie intensive occupate, mentre l’incremento dei ricoveri Covid non in terapia intensiva nell’ultima settimana si è stabilizzato poco sotto i 2000 nuovi pazienti.

“Il numero dei casi positivi di quest’ultima settimana è pari a 60.053, circa il 12% più di quanto rilevato nella scorsa settimana (erano 53.465) e quasi il doppio di quelle precedenti (erano 32.489, 15.679, 6.134 e 2.140) – fa notare Astuti – è evidente la progressiva riduzione dell’incremento esponenziale del contagio a conferma della linearizzazione del trend (ci potrebbe indicare che siamo vicini al massimo dei casi positivi, dopo di che potrebbe finalmente iniziare un trend discendente). Come avevamo anticipato qualche giorno fa, la progressione dei nuovi contagi si sta quindi linearizzando. Purtroppo la pressione sul sistema sanitario è arrivata a un livello critico e anche una crescita lineare diventa difficile da gestire. Uno dei dati più preoccupanti è la percentuale di casi positivi rispetto al numero di tamponi effettuati nelle persone «nuove» che è arrivata al 40%. Questo dimostra l’ampiezza del contagio. È stato detto più volte e da più parti (OMS in primis) che la situazione è sotto controllo quando questo dato rimane sotto il 5%: quindi il numero dei tamponi dovrebbe essere almeno otto volte superiore a quello attuale (a parità di casi positivi)”.

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