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Centri estivi a Fagnano Olona, ci si affida alle cooperative

L'assessore: "Per gli oratori è complicato organizzare proposte con le norme, il personale e le limitazioni dettate dalla pandemia".

Centri estivi a Fagnano Olona,  ci si affida alle cooperative
Cronaca Valle Olona, 07 Maggio 2021 ore 17:00

Oratori ancora al minimo, si punta su cooperative e centri educativi.

Centri estivi, ecco come saranno organizzati

E’ l’orientamento dell’amministrazione comunale per i centri estivi, dopo che dalla comunità pastorale sono giunte indicazioni simili a quelle che un anno fa portarono all’organizzazione di momenti dedicati a ogni fascia di età in giorni diversi e di durata limitata: un servizio che non può essere esaustivo dell’esigenza di famiglie e ragazzi di giornate piene. E allora la via sarà quella già percorsa la scorsa estate, con il Comune che metterà a disposizione gli spazi pubblici – scuole Orrù e Rodari in particolare – di cooperative e agenzie educative che vi potranno organizzare proposte per le diverse fasce di età, in grado di coprire tutta la settimana.

L'assessore Elena Corio

«Non è un problema di risorse – sottolinea l’assessore alle Politiche educative Elena Corio – che insieme ai Servizi sociali avremmo messo a disposizione della parrocchia per sostenere un progetto che desse piena risposta alle esigenze delle famiglie, ma soprattutto di bambini e ragazzi dopo un anno così duro. Ma a quanto pare per gli oratori è complicato organizzare proposte con le norme, il personale, le limitazioni dettate dalla pandemia e farsi carico delle relative responsabilità, che forse sono l’aspetto che più frena la volontà di dare vita a un oratorio feriale vero e proprio. Spiace, ma rispettiamo le valutazioni fatte». Corio però sottolinea: «E’ chiaro che il contributo comunale annuale per gli oratori quest’anno è in dubbio, perché se l’estate scorsa si arrivava da tante incertezze su regole e prospettive, questa volta si era pronti a sostenere un progetto che sarebbe risultato di forte utilità anche sociale per la collettività. Ma se l’oratorio si tira indietro, anche le risorse vanno altrove».

 

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