Test COVID

C'è un test sierologico attendibile: verso la "patente di immunità"

Tra due settimane i test dovrebbero ricevere la certificazione CE, poi via agli esami sul territorio

C'è un test sierologico attendibile: verso la "patente di immunità"
Cronaca Varese, 07 Aprile 2020 ore 18:59

La comunicazione è stata data dal Presidente Attilio Fontana in apertura della diretta: le sperimentazioni al San Matteo di Pavia hanno permesso di individuare un test sierologico valido con attendibilità al 95%.

Test sierologico, tra due settimane i primi esami

Inizia la Fase due. Non quella per le libertà dei cittadini e la "convivenza col coronavirus", ma quella per le indagini epidemiologiche e la lotta al contagio. Coi numeri che continuano a diminuire (oggi i nuovi casi sono stati solo 791, da considerare comunque con un numero basso di tamponi, meno di 5mila), la notizia di un test sierologico in grado di individuare quindi gli anticorpi al coronavirus, apre alla possibilità di studiare in maniera rapida e diffusa quanto il coronavirus sia presente nella popolazione lombarda. Ma ancor di più, permetterà di capire quanti cittadini essendo entrati in contatto col virus ora potrebbero esserne immuni.

Fontana: "Test darà una sorta di 'patente di immunità'"

Il Presidente Fontana:

"Regione Lombardia sin dall'inizio ha fatto una scelta di scienza. Oggi è stato individuato uno dei test sierologici al San Matteo di Pavia. Il test grazie a un prelievo di sangue identificherà chi ha anticorpi al Covid. Entro due settimane si avrà la certificazione CE, dopodiché potremo avviare i test sulla popolazione. In pratica si rilevano gli anticorpi che consentiranno di non ammalarsi in futuro, ricevendo una sorta di patente di immunità. Dall'altra parte le persone che risulteranno negative dovranno stare attente e mantenere tutte le precauzione".

Sul tema è intervenuto anche il professor Alessandro Venturi del Policlinico San Matteo:

"I test sierologici ricordiamo che affiancano, non sostituiscono, i tamponi che servono a fare le diagnosi. I test sierologici servono a trovare gli anticorpi neutralizzanti che impediscono al virus di replicarsi. Quindi, il test può certificare con grado molto elevato la cosiddetta immunità, che è bene precisare non è ancora certo per quanto resti attiva. Sappiamo però con certezza che sviluppo anticorpi è in grado di certificare chi ha contratto la malattia ed è protetto. L'attendibilità del test è superiore al 95%, altamente affidabile. Test ci dice anche chi non l'ha sviluppata, e permette di far maturare autoconsapevolezza sulla necessità di autoproteggersi e rispettare le regole e precauzioni".

Gli epidemiologi disegneranno degli studi di prevalenza e sulla base di quelli si programmerà la strategia di esame sulla popolazione.

Gallera: "Valutazione epidemiologica

L'assessore Giulio Gallera ha comunque ribadito che non si deve confondere il valore epidemiologico del test sierologico con quello diagnostico del tampone: "Il test deve essere affidabile sul 'post' infezione. Quanti hanno fatto test per rientrare dopo 14 giorni ed erano ancora positivi?"

Venturi:

"Cina ritirato dal mercato tanti di questi kit che stavano circolando. San Matteo testato anche tanti di quelli. Laboratorio lavora ininterrottamente da metà gennaio. Oltre ad aver testato l'inaffidabilità di molti dispositivi ha messo a punto una metodica finalizzata all'individuazione degli anticorpi neutralizzabile. Metodica riproducibile su larga scala che consentirà di fare screening massicci sulla popolazione, ovviamente con studi di prevalenza che partano da certe categorie e poi da quelle si estendano. Vera buona notizia è affidabilità di questo metodo che ci permette di trovare quegli anticorpi neutralizzanti specifici su Covid-19. Stiamo spingendo la scienza oltre il confine della conoscenza, è importante avere rigore e metodo scientifico prima di rilasciare patenti di immunità per la fase 2."

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