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Campagna vaccinale

Cambia il piano forniture dei vaccini: prima le dosi a chi va più veloce

Si tratta, in sostanza, di un "riequilibrio" degli stock fra le Regioni che marciano più speditamente e quelle che invece accumulano dosi inutilizzate

Cambia il piano forniture dei vaccini: prima le dosi a chi va più veloce
Cronaca Varese, 14 Maggio 2021 ore 13:43

Il Commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo ha deciso di cambiare i criteri di distribuzione delle dosi di vaccini, facendo seguito alle richieste delle Regioni più virtuose tra cui la Lombardia.

Italia a due velocità della corsa ai vaccini

Se ne è parlato tanto nelle ultime settimane. Nella corsa della campagna vaccinale si vede un'Italia a due velocità: la prima fatta da quelle Regioni che tengono un ritmo di somministrazioni molto alto, e soffrono pesantemente la carenza di dosi che costringono a correre col freno a mano; dall'altra le Regioni che invece stanno accumulando stock di dosi sempre più importanti, sia per rifiuti (come avviene con AstraZeneca) sia per una macchina organizzativa non abbastanza efficiente.

Per capire quali, basta vedere le percentuali di dosi somministrate sul totale ricevute. Nel primo gruppo fanno parte regioni come la Lombardia, il Veneto e la Campania che viaggiano sul 90% con punte fino a 98 e 99% per Pfizer (l'unico in questi mesi ad aver garantito forniture puntuali). Del secondo altre come Fiuli, Calabria, Sicilia e Sardegna dove si è invece attorno all'80%, e dove AstraZeneca e Johnon&Johnson invece restano in magazzino.

Il nuovo piano

Come fare quindi? Nei giorni scorsi le Regioni "virtuose" avevano chiesto di poter ricevere le dosi inutilizzate dalle altre Regioni. E la linea è, bene o male, questa. Come riporta il Corriere della Sera, alle Regioni che marciano a ritmo più sostenuto, e che rischiano di doversi fermare per mancanza di fiale (come successo in Campania) saranno anticipate delle forniture prendendole dagli stock delle Regioni che procedono con più fatica. Una "compensazione" che comunque non farà venir meno il principio di "una testa, un vaccino" che guida la campagna vaccinale.