Diritti e salute

Buonsenso: passeggiata “libera” (con moderazione) per disabili intellettivi, autistici e chi ha patologie psichiatriche

Il divieto totale di uscire di casa rischiava di aggravare i problemi di una fascia già fragile della popolazione

Buonsenso: passeggiata “libera” (con moderazione) per disabili intellettivi, autistici e chi ha patologie psichiatriche
Tradate, 26 Marzo 2020 ore 11:44

Regione Lombardia interviene correggendo il divieto per tutti ad uscire di casa, tutelando alcune categorie più deboli di cittadini che, fino ad oggi, si erano ritrovate con meno diritti di un cane.

Sì alle uscite per pazienti psichiatrici, autistici e disabili intellettivi

La forza di una catena è pari a quella del suo anello più debole. Una frase che in tanti vanno ripetendo in questo periodo di emergenza, chiamando all’unità e alla collaborazione per evitare il diffondersi del contagio. Ma come già denunciato da un saronnese, nella ridda di decreti, ordinanze, circolari, interpretazioni e via discorrendo proprio gli “anelli deboli” della società erano i grandi assenti: i disabili. Rimasti da un giorno all’altro senza i centri dove venivano seguiti dagli educatori (e, per alcune settimane, coi genitori magari costretti al lavoro), dopo l’ordinanza regionale si erano trovati anche rinchiusi in casa. Ma per alcuni di loro, psichici e autistici su tutti, questo divieto rischiava di essere più deleterio di una passeggiata che, con le dovute precauzioni, non avrebbe rappresentato alcun pericolo.

E nel cortocircuito della caccia all’untore/runner cui abbiamo assistito la scorsa settimana, ci si era ritrovati a poter portare fuori il cane “fino a 200 metri da casa” ma non un ragazzo con disabilità psichica, costretto a rimanere negli aleatori “pressi dell’abitazione”.

Ora la Regione ha rimediato, almeno per queste categorie più delicate.

Monti: “Non possiamo ignorare la loro problematica”

Nell’ultima circolare della Direzione generale Welfare di Regione Lombardia alle Ats e alle Asst, si danno infatti indicazioni per consentire “brevi uscite accompagnate” a disabili intellettivi, autistici e a chi ha patologie psichiatriche.

Si tratta di prestare particolare attenzione alle persone che hanno queste fragilità – spiega il presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti – che vivono forti problematiche già in situazioni normali e possono subire le restrizioni, dovute a questo periodo di emergenza, con maggiore danno. Non possiamo ignorare la loro problematica e il rischio di un loro peggioramento, per cui ho sollecitato l’Assessorato affinché chiarisse la possibilità per loro di uscire per motivi di salute. Fermo restando, ovviamente, che la priorità rimane arginare l’epidemia e tutelare la salute pubblica”.

Burocrazia e “prescrizioni”

Non basterà però il certificato della diagnosi. Anche qua la burocrazia si farà sentire:

Anche in tale fase emergenziale – si legge nella circolare –può risultare quindi necessario, per i quadri clinici che ne hanno necessità e valutando attentamente i possibili rischi, consentire brevi uscite accompagnate , come indispensabile azione di prevenzione e gestione delle crisi comportamentali connesse alle relative condizioni psicopatologiche. Tale indicazione deve derivare da dettagliata autorizzazione certificativa dello specialista di riferimento (area neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, disabilità adulta e psichiatria) che ne indichi le modalità e la durata, con l’obiettivo di tutelare al massimo la persona. Resta inteso che l’accompagnatore dovrà adottare tutte le misure di prevenzione indicate (in particolare mantenimento della distanza interpersonale, utilizzo di dispositivi di protezione individuale) e compilare il modulo di autocertificazione predisposto dal Ministero dell’Interno dichiarando che lo spostamento, da effettuarsi a piedi o con mezzo privato, risponde a motivi di salute. L’accompagnatore dovrà inoltre portare con sé, per ogni eventuale controllo, l’autorizzazione certificativa dello specialista di riferimento e copia del certificato di invalidità e/o certificazione che attesta la condizione di disabilità grave ai sensi dell’art. 3, comma 3 della legge 104/92. Resta ugualmente inteso che né la persona interessata né l’accompagnatore devono presentare alcuna sintomatologia febbrile e/o respiratoria, né essere sottoposti a regime di quarantena domiciliare”. 
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