Cronaca
Gorla Minore

Benzinaio ucciso a Gorla: caso archiviato, la giustizia si arrende

Dopo 13 anni di indagini a vuoto, senza risultati, la resa delle istituzioni

Benzinaio ucciso a Gorla: caso archiviato, la giustizia si arrende
Cronaca Valle Olona, 22 Gennaio 2023 ore 12:01

Il tribunale di Busto Arsizio ha deciso di archiviare dopo 13 anni di indagini senza risultati il caso sull'omicidio del benzinaio di Gorla Minore Angelo Canavesi.

Benzinaio ucciso a Gorla: caso archiviato

Angelo Canavesi non avrà giustizia. Dopo 13 anni di sforzi, di indagini e di piste senza approdo, il caso è stato archiviato. E per quell’omicidio - che portò un immenso dolore alla sua famiglia e alla comunità che serviva, sconvolgendo tutta la valle Olona – nessuno pagherà.

Il fatto, indelebile nella memoria del paese, accadde nella mattina del 22 febbraio 2010, durante una rapina al suo distributore. Da allora chi osò togliere la vita a una persona mite e generosa, conosciuta e benvoluta da tutti, è a piede libero e senza identità, con un peso sulla coscienza enorme da dover portare nella sua vita in fuga dalla giustizia.

In questo lungo tempo, le indagini non hanno portato risultati, così il Tribunale di Busto Arsizio nei giorni scorsi ha disposto l’archiviazione, un colpo duro per tutti, in particolare per i suoi famigliari.

L'omicidio

Una mattina come tante altre. Intorno alle 7, Canavesi aveva svuotato la cassa della colonnina del distributore di via Monte Grappa e stava entrando nel gabbiotto. Qualcuno, però, quella mattina lo ha seguito. Due colpi di pistola, ravvicinati. Uno alla mano, l'altro al fegato, letale, probabilmente al termine di un disperato tentativo di difendersi e disarmare il rapinatore.

Nessun testimone. Nessun indizio. E nessuna immagine che potesse fornire qualche elemento per le indagini: all'epoca non c'era alcun obbligo di videosorveglianza per i distributori di benzina (la legge in meritò arrivò dopo, e proprio dalla discussione politica che scaturì dopo il fatto di sangue.

"Nessuno pagherà"

"Ciao fratellone – ha scritto in un post commovente la sorella Donatella Canavesi, che questi anni ha tenuto viva la memoria collettiva di Angelo – oggi ho appreso la notizia che dopo 13 anni il tuo caso è stato archiviato. Me lo aspettavo prima o poi, ma è comunque triste e doloroso sapere che nessuno pagherà per la tua morte ingiusta. Nessuno pagherà per averti tolto la vita e fatto sprofondare in un ergastolo di dolore tutti quelli che ti amavano e ti amano ancora. Ogni anno la speranza si affievoliva, ma c'era. Del resto sappiamo che coloro che hanno condotto le indagini per risolvere il caso, hanno fatto tutto il possibile e anche più. Perciò io mi sento in dovere di ringraziare tutti. E poi non è detta l'ultima parola, la vita è imprevedibile e quando meno te lo aspetti ti presenta il conto. Intanto io continuo a ricordarti, a ricordare il tuo splendido sorriso, a ricordare quanto amavi la vita, a ricordare tutte le tue passioni, continuo a parlarti come fossi nell'altra stanza, a portarti con me nella nostra amata valle e a guardare il mondo anche per te".

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