Cronaca
Caso archiviato

Attentato contro Salvini? No, il missile era un "bizzarro complemento d'arredo"

Un soprammobile decisamente particolare, ma i gusti son gusti...

Attentato contro Salvini? No, il missile era un "bizzarro complemento d'arredo"
Cronaca Gallarate, 27 Ottobre 2021 ore 09:07

Nessuna minaccia, se non per il buon gusto degli arredatori: secondo il gip di Milano Roberto Crepaldi il missile sequestrato nel  2019 non era destinato a un attacco terroristico ma era "forse un bizzarro complemento d'arredo".

Un missile come arredamento, non arma

La conclusione del gip è racchiusa nelle pagine del decreto d'archiviazione dell'indagine sui gruppi dell'estrema destra conclusasi nel 2019, quando la Procura di Torino arrestò tre persone, tra cui il gallaratese ex ispettore delle Dogane a Malpensa e candidato al Senato Fabio Del Bergiuolo e sequestrò diverse armi da guerra. Tra cui, appunto, il missile aria-aria Mantra che Del Bergiolo  avrebbe cercato di vendere quell'anno a circa 500mila euro a un funzionario di un Governo straniero.

Come rilevato dalla giudice, quel missile non rappresentava più un pericolo:

"Non vi è dubbio che il missile pur originariamente classificabile come arma da guerra, sia stato sottoposto a procedure di disattivazione in altro Paese, all'esito delle quali lo stesso ha perso tutto l'enorme potenziale bellico ed è divenuto del tutto inidoneo a recare offesa alla persona. Il missile – sottolinea il gip – è divenuto ormai un mero simulacro vuoto e assume un valore solo quale (forse bizzarro) complemento d'arredo".

L'ipotesi di un'attentato a Salvini

All'epoca non fu solo il particolare ritrovamento a destare scalpore. Perchè secondo Matteo Salvini, in quel momento Ministro dell'Interno del Governo Conte I che avrebbe fatto cadere solo un mese dopo, quel missile sarebbe servito per un attacco terroristico contro di lui.

Le indagini, spiegavano, sarebbero partite dopo la segnalazione di un ex agente del Kgb circa un attentato progettato da dei nazionalisti ucraini. Una delle tante minacce, spiegava, che gli venivano quotidianamente recapitate. "I servizi segreti parlavano di un gruppo ucraino che attentava alla mia vita - aveva dichiarato all'epoca - Sono contento sia servito a scoprire l'arsenale di qualche demente".

Continua l'altro processo

Archiviato il procedimento per il missile, prosegue quello di Busto che vede coinvolto sempre il gallaratese per traffico d'armi. Il 62enne risulterebbe infatti coinvolto in un traffico di armi (dai kalashnikov e fucili alle granate) all'estero, in particolare Iraq, Georgia e Afghanistan.