Il punto

Ats Insubria, i dati su vaccinazioni e positività: "Tra non vaccinati incidenza sei volte superiore"

Buoni risultati della campagna vaccinale, dopo una settimana di salita nuovo calo nei contagi. Appello del Direttore Sanitario: "Non affidatevi a protocolli e cure trovate su internet basate su vermifughi come l'invermectina. Affidiamoci tutti alla scienza e agli studi"

Ats Insubria, i dati su vaccinazioni e positività: "Tra non vaccinati incidenza sei volte superiore"
Cronaca Varese, 09 Settembre 2021 ore 12:17

Giornata di aggiornamenti da parte di Ats Insubria sulla situazione pandemica nel territorio di Como e Varese. Il direttore sanitario di Ats Insubria, Giuseppe Catanoso ha spiegato: "Tra il 19 e il 25 agosto i casi sono scesi, poi tra il 26 e il 1 settembre c'è stato un piccolo rialzo con 625 casi, nell'ultima settimana siamo tornati con un trend in discesa. I più giovani sono meno interessati dai contagi, mi preoccupa la fascia 50-64 dove il virus sta correndo, ricordiamo che a quest'età ci possono essere gravi conseguenze. Nei 65-74 situazione stabile, come anche sopra i 75".

"Tra i non vaccinati l'età media dei ricoverati è 53 anni, col vaccino diventa 83"

"Abbiamo una copertura vaccinale media del 73% sul territorio di Ats Insubria, ottima la copertura in provincia di Como. In generale i positivi sono sei volte di più coi non vaccinati o con chi non ha un ciclo completo. Sul ricovero ospedaliero, tra i vaccinati, abbiamo età media di 83 anni, tra i non vaccinati, l'età mediana è bassa, 53 anni. Segno che tra i non vaccinati e i vaccinati con una sola dose ci sono tanti giovani che finiscono in ospedale", ha continuato Catanoso.

Parola poi alla dottoressa Esterina Poncato, responsabile programmazione campagna vaccinale: "Siamo in linea con le percentuali regionali che periodicamente ci vengono fornite. Per gli over 60 abbiamo un buon andamento di vaccinazione, con 170-190 al giorno. L'altro grosso gruppo che accede agli hub direttamente, dal 6 settembre, sono i ragazzi nella fascia 12-19 anni, anche qui stiamo avendo una buona risposta".

"La deadine della campagna massiva è domenica 12, da quel giorno in poi continuerà comunque compagna vaccinale nella "fase di transizione". Apriremo slot di prime dose, su tutti e tre i distretti, compresi anche gli hub minori. Questa fase continuerà fino alla fine del mese di ottobre, poi si andrà avanti con le seconde dosi".

Camper per le prime dosi

Nei prossimi giorni ci saranno due camper mobili, uno a Como e un altro a Porlezza, per le vaccinazioni aperte. Primo appuntamento a sabato 18 settembre, dalle 9 alle 16, a Porta Torre. L'unità mobile di Areu sarà gestita dell'esercito, con Asst Lariana e Ats Insubria. A Porlezza, con gli stessi orari, appuntamento il 25 settembre.

Per la provincia di Varese, il camper sarà invece a Luino il pomeriggio del 1 ottobre e a Lavena Ponte Tresa per tutta la giornata del 2, nel tentativo di colmare il "gap" della copertura vaccinale registrato in quel territorio.

Terza dose

"Non abbiamo ancora indicazioni sul terzo richiamo, anche il Ministero sta decidendo in queste ore. Siamo comunque pronti, abbiamo già fatto una programmazione. Stiamo solo aspettando le categorie da vaccinare per prime e le indicazioni su quando partire".

Cure "fai da te" e alternative

Toccato anche il tema delle fantomatiche "cure domiciliari" che sarebbero in grado di sconfiggere il Covid e, a detta dei loro sostenitori, rappresenterebbero la via d'uscita dall'emergenza. Cure (richieste anche nelle farmacie del nostro territorio) che si basano su mix e cocktail di farmaci vari privi di qualsivoglia analisi scientifica sui loro effetti contro il Covid e collaterali nei pazienti.

"Sono dispiaciuto per i colleghi morti o attualmente in terapia intensiva, la diffusione di queste supposte terapie è la sconfitta della scienza e dell'informazione scientifica - ha dichiarato Catanoso - L'invermectina, ad esempio, è un vermifugo. In uno studio condotto in Australia in vitro si è visto che in dosi da cavallo potrebbe avere una qualche efficacia contro il Sars-Cov 2 ma non c'è nessun altro studio che lo verifichi. Purtroppo c'è tanta gente che legge su internet e pensa che sia meglio usare grosse quantità di un vermifugo che vaccinarsi. Fidiamoci della scienza, fidiamoci delle indicazioni di Ministero e ospedali. E' importante che l'utilizzo di detreminati farmaci sia basato su studi validati e accettati dalla comunità scientifica".

Campagna anti-influenzale

"Stiamo lavorando per definire un piano di offerta sulla base delle indicazioni giunte dal ministero e da regione. Quest'anno saremo facilitati perché c'è già organizzazione sul territorio. Stiamo aspettando indicazioni nel dettaglio per l'arrivo dei vaccini, abbiamo già espresso il nostro fabbisogno. Il nostro obiettivo è raggiungere il 75% degli over 65. Non ci sono ancora indicazioni sull'inizio, si parla però del mese di ottobre". Il periodo di tempo tra il vaccino Covid e l'anti-influenzale dovrebbe essere di due settimane, anche Ats attende conferme dal Ministero in merito.