Galmarini

Ambulanze in coda fuori dal Pronto Soccorso di Tradate: situazione al limite

Scene che non si vedevano dalla primavera e che dimostrano le difficoltà del primo ingresso al presidio ospedaliero cittadino

Ambulanze in coda fuori dal Pronto Soccorso di Tradate: situazione al limite
Tradate, 05 Novembre 2020 ore 16:14

Da alcuni giorni numerose ambulanze in coda fuori dal Pronto Soccorso del Galmarini, come sta avvenendo anche in molti ospedali del territorio. Tra pazienti sospetti Covid e le emergenze quotidiane il sistema è in grossa sofferenza.

Ambulanze in coda, anche Tradate fatica

Qui, per ora, di pazienti Covid non ne sono ricoverati. Ma questo non risparmia il Pronto Soccorso di Tradate dalle difficoltà legate alla seconda ondata dell’epidemia che in questo periodo inizia a sommarsi a quelle, croniche, del periodo influenzale. Situazione oggi, giovedì 5 novembre, resa più complicata anche da un blackout all’ospedale di Legnano che ha costretto a “distribuire” numerosi pazienti dall’Altomilanese nei presidi varesini ma che da alcuni giorni è evidente non solo a chi entra nel presidio ospedaliero cittadino ma anche a chi passa di fronte lungo la strada che collega Tradate a Venegono Inferiore, con numerose ambulanze in coda ad ogni ora del giorno in attesa che si liberi posto per i pazienti a bordo. Una scena che non si vedeva dai “mesi caldi” dell’emergenza coronavirus, in primavera.

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A pubblicare le foto sul gruppo TRADATE/ABBIATE/CEPPINE DA VIVERE il fondatore Mauro Micheluzzi: 

“Undici ambulanze bloccate in attesa di poter scaricare il paziente – racconta –  Reparto sovraccarico di pazienti. E gli ospedali della zona sono tutti nella medesima condizione. Questa è la realtà dell’emergenza sanitaria. Emergenza sanitaria che non può essere strumentalizzata per provare a migliorare una situazione economica disastrosa. Il virus esiste, i malati sono in costante aumento, il personale ospedaliero e dei mezzi di soccorso è sempre più sovraccaricato di lavoro. Purtroppo dichiarare “ZONA ROSSA” la nostra regione è stata la soluzione più opportuna. I numeri attualmente preoccupano ma soprattutto è necessario prendere coscienza che di questo passo tutto il sistema sanitario arriverà al collasso. Non siamo allamisti o complottisti… Viviamo semplicemente ed umilmente la quotidianità di una situazione sempre più logorante sia a livello fisico che professionale. Chiediamo solo comprensione… Nessuno sta giocando con la vita”.

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