Peculato

40mila euro prelevati dai conti correnti delle Poste, arrestato ex funzionario

Le indagini hanno individuato ammanchi per circa 40mila euro, che l'uomo aveva prelevato e sottratto dai correntisti

40mila euro prelevati dai conti correnti delle Poste, arrestato ex funzionario
Valli e Laghi, 18 Settembre 2020 ore 14:05

Arrestato ieri pomeriggio, giovedì 17, dal personale della Squadra Investigativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gallarate, in ottemperanza ad un provvedimento di esecuzione pena emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica del Tribunale Ordinario di Varese, un 59enne residente a Gallarate condannato per peculato: da funZionario delle Poste Italiane aveva prelevato 40mila euro dai conti correnti di alcuni clienti.

Peculato in Posta: 40mila euro prelevati dai conti correnti privati

Il 59enne gallaratese è stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione per peculato. I fatti che hanno portato alla sentenza si erano svolti fra il giugno e il settembre 2014, fino alla denuncia di un cliente che si era accorto di un ammanco di 15mila euro dal proprio conto. In quei 4 mesi, in base a quanto ricostruito alle indagini, l’ormai ex funzionario della filiale di Comabbio aveva sottratto 40mila euro dai conti dei clienti.

Soldi spariti. “Solo un errore”

L’arrestato, infatti, era stato sottoposto ad indagine nel 2014 dalla DIGOS di Varese, alla quale erano state affidate le indagini a seguito di una denuncia sporta da un titolare di conto corrente postale acceso presso la filiale di Comabbio, ove l’arrestato prestava servizio in qualità di funzionario, relativamente alla “sparizione” di 15mila euro dal proprio conto.

Lo “zelante” funzionario aveva parlato di un disguido, un errore, prontamente ripianato nell’arco di una settimana. Ma questo non ha impedito al correntista,  evidentemente insospettito dalla vicenda, di chiudere il conto e sporgere immediatamente denuncia.

Prelievo continuo dai conti correnti altrui

Il certosino lavoro di ricerca degli investigatori ha evidentemente fornito all’Autorità Giudiziaria un solido e dettagliato impianto probatorio relativamente al sistema posto in essere dal funzionario: un continuo prelievo di somme dai conti di alcuni correntisti, seguite da ripianamenti ed ulteriori spostamenti a copertura dei correntisti più attenti e avvezzi alle verifiche telematiche dei propri averi, mentre i prelievi in danno dei clienti meno attenti non venivano ovviamente ripianati e finivano nelle tasche del condannato. Al termine delle indagini gli ammanchi quantificati si aggirerebbero intorno ai 40 mila euro. Al termine degli atti di rito, per il condannato si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Busto Arsizio.

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