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la ricorrenza

Trentennale delle stragi di Capaci e via d'Amelio: giustizia spiegata dal sostituto procuratore Franco Belvisi

Nell’aula magna dell’Istituto Universitario Carolina Albasio erano presenti circa 150 studenti di medie e superiori delle scuole Montessori, S. Giulio e dell’Istituto Fermi di Castellanza.

Trentennale delle stragi di Capaci e via d'Amelio: giustizia spiegata dal sostituto procuratore Franco Belvisi
Attualità Busto Arsizio, 16 Maggio 2022 ore 16:41

A trent’anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio nelle quali persero la vita il giudice Giovanni Falcone, ucciso il 23 maggio 1992 insieme alla moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrata, e agli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, e il giudice Paolo Borsellino, morto il 19 luglio 1992 insieme ai cinque agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muti, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, la Città di Castellanza ha organizzato venerdì 13 maggio un incontro con le scuole sul tema della legalità, ospitando il Sostituto Procuratore di Trapani Franco Belvisi.

Trentennale delle stragi di Capaci e via d'Amelio: giustizia spiegata dal sostituto procuratore Franco Belvisi

Ad aprire la mattinata è stato il saluto dell’Assessore alla Cultura e all’Istruzione della Città di Castellanza, Davide Tarlazzi: “Ringrazio il dott. Franco Belvisi per essere presente con noi oggi. Dialogheremo con lui a partire da questo tema: La giustizia: questione di tutti, responsabilità di ciascuno. Siamo quindi invitati a rileggere tragiche vicende della nostra storia nazionale indagandone le ricadute nella nostra esperienza personale. Conoscere e approfondire la visione e i valori che hanno orientato la vita di Falcone, di Borsellino e di tanti altri uomini delle istituzioni deve portarci alla domanda: e io che scelte faccio oggi? Che scelte farò domani?”.

E’ stata poi la volta del Sindaco della Città di Castellanza, Mirella Cerini, che ha ricordato come “la mafia, che può sembrare un fenomeno lontano da noi, in realtà sia presente in mezzo a noi. Voglio ricordare che recentemente a Castellanza sono stati confiscati due immobili per attività mafiosa, strutture che poi sono state donate al Comune e che noi abbiamo ridato alla collettività affidandole ad associazioni di volontariato”.

L’intervento del Sostituto Procuratore di Trapani Franco Belvisi, “un “castellanzese dell’insu””, ha cercato di coinvolgere fin da subito i ragazzi, scherzando con loro e porgendo loro alcune domande.

Sono stati concetti di giustizia e legalità a venire discussi per primi. In particolare Belvisi si è concentrato sul concetto di giustizia mostrando la tipica immagine della dea “Iustitia”, rappresentata con occhi bendati, spada sguainata ed una bilancia appesa al braccio.

“Simboli che stanno a significare le tre caratteristiche fondamentali che deve avere chi amministra giustizia: gli occhi bendati rappresentano l’oggettività che deve avere un giudice nel giudicare; la spada sguainata simboleggia l’autorità, la forza della legge che si batte affinché essa venga rispettata; la bilancia è l’emblema dell’equilibrio, della ponderatezza mediante la quale un giudice soppesa le ragioni di chi ha davanti” ha ricordato Belvisi. Molto attivi i ragazzi che, stuzzicati dallo stesso Procuratore, sono intervenuti in più occasioni e hanno portato il discorso su temi di grande attualità come il cyberbullismo.

“La tecnologia – ha spiegato il dott. Belvisi - ha aggravato ulteriormente la questione del bullismo. Io sono convinto che le scuole debbano sensibilizzare maggiormente i ragazzi su questo fenomeno. Le vittime di bullismo non sono persone deboli, bensì delle persone miti. Se vedete un amico o anche uno sconosciuto maltrattato da un bullo, vi prego intervenite e segnalatelo alle autorità preposte”.

Infine, e non poteva essere diversamente visto l’anniversario delle morti, il dibattito è andato sulla mafia, nel ricordo di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti coloro che hanno perso la vita nella lotta alla criminalità organizzata.

“Falcone e Borsellino diedero la vita per i valori in cui credevano, non hanno mai fatto un passo indietro nonostante la paura ed il terrore. Oggi – ha concluso Belvisi – è soprattutto la ‘ndrangheta ad avere più potere in Italia, con forte influenza anche in Lombardia, poiché si tratta della criminalità organizzata che gestisce il traffico di stupefacenti facendo affari con le mafie sudamericane”.

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