Salute

Giornata Mondiale del Fisioterapista, i numeri dell'Asst Valle Olona

L'Asst bustocca celebra la Giornata e ringrazia il suo staff raccontando il loro impegno al fianco dei malati Covid durante quest'anno e mezzo di pandemia

Giornata Mondiale del Fisioterapista, i numeri dell'Asst Valle Olona
Attualità Busto Arsizio, 08 Settembre 2021 ore 13:10

L’8 settembre, in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale del fisioterapista. L’iniziativa è nata nel 1951 in occasione della prima Confederazione mondiale per la fisioterapia, che da quest’anno prenderà il nome di World Physiotherapy.

Giornata Mondiale della Fisioterapia anche all'Asst Valle Olona

Questa giornata ha lo scopo di promuovere il ruolo del fisioterapista a supporto della salute e del benessere della popolazione.  Inoltre, è un modo per sensibilizzare le istituzioni verso la professione e verso i pazienti. Nel 2021 la Giornata Mondiale della fisioterapia è dedicata al ruolo del fisioterapista nella riabilitazione dopo Covid-19. Lo slogan della Giornata è: “Con la fisioterapia la vita si rimette in movimento”.

Fisioterapia e Covid

Un ruolo che è stato di primaria importanza nella gestione dei malati di Vovid. Nei presidi di Busto, Gallarate e Saronno, da marzo 2020 i fisioterapisti dell'Asst (nella foto di copertina) hanno infatti trattato 2072 pazienti Covid, per un totale di 28.678 sedute fisioterapiche.

"Già quando il paziente viene ricoverato in terapia intensiva - spiegano dall'Asst - il fisioterapista assiste i pazienti intubati aiutandoli con esercizi di ginnastica passiva e/o attiva assistita muovendo gli arti del paziente, impossibilitato a farlo da solo o aiutandolo a colmare il deficit di forza al fine di prevenire ulteriori danni secondari. Il lavoro attivo assistito e se possibile attivo a blandi carichi previene anche il decondizionamento motorio conseguente all’allettamento e favorisce l’iniziale ricondizionamento motorio.

Successivamente all’uscita dalla terapia intensiva, il fisioterapista aiuta il paziente nel recuperare più in fretta la mobilità articolare e, soprattutto inizia o prosegue nel  percorso di ricondizonamento motorio.  Un processo che nelle forme più severe della malattia può durare anche molte settimane o mesi".