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Airoldi: "Saronno è pronta a fare la sua parte, disponibili all'accoglienza"

Il sindaco: "Dire NO ALLA GUERRA è efficace se non si ferma alle pur necessarie dichiarazioni e alle manifestazioni. Richiede scelte concrete"

Airoldi: "Saronno è pronta a fare la sua parte, disponibili all'accoglienza"
Attualità Saronno, 28 Febbraio 2022 ore 18:19

Anche Saronno è fra le tante città e paesi che si stanno rendendo disponibili ad accogliere chi scappa dalla guerra in Ucraina.

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A comunicarlo è il sindaco Augusto Airoldi, con un post pubblicato su Facebook in cui definisce senza mezzi termini l'invasione russa come "criminale" e in cui sottolinea la necessità di "scelte concrete" che vadano oltre a dichiarazioni e manifestazioni contro la guerra.

Qui il suo post:

La guerra, qualunque guerra, è una follia. Una inutile strage.

È sempre dichiarata e condotta per motivi politici, economici e di potere. La criminale invasione ordinata da Putin ai danni dell’Ucraina non fa eccezione. L’Ucraina è un forziere di materie prime pregiate, è il granaio d’Europa, è tra i primi esportatori mondiali di molti prodotti agricoli e anche tecnologici. Occupa una posizione geopolitica strategica. Putin è in difficoltà al suo interno: 146 milioni di abitanti, distribuiti su oltre 17 milioni di km quadrati, ma un PIL inferiore a quello italiano.
Le prime vittime di ogni guerra e anche quella contro l’Ucraina non fa eccezione, sono le popolazioni civili: donne, bambini, anziani. Molti di loro sono genitori, figlie e figli, fratelli e sorelle delle badanti dei nostri anziani.
Dire NO ALLA GUERRA è efficace se non si ferma alle pur necessarie dichiarazioni e alle manifestazioni. Richiede scelte concrete.
Putin e i suoi oligarchi vanno fermati. L’Unione europea, gli Stati Uniti, la Cina, l'ONU, abbiano il coraggio di non lasciare nulla di intentato, sia a livello diplomatico che sanzionatorio.
Come Amministrazione siamo pronti a fare la nostra parte.

Già da ora ci diciamo disponibili a collaborare con il Ministero dell’Interno e con la Prefettura nell’attuazione dei programmi di accoglienza dei profughi ucraini che l’Unione europea e le autorità italiane attiveranno.

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