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A Varese incidenza sopra 300, ricoveri ancora sotto soglia. E nelle scuole...

Un anno fa iniziava la discesa dopo la violenta seconda ondata, quest'anno la salita è più lenta e ci sono i vaccini che riducono gli accessi in ospedale. Problema scuole, Catanoso: "Con la Delta i contagi avvengono in classe"

A Varese incidenza sopra 300, ricoveri ancora sotto soglia. E nelle scuole...
Attualità Varese, 16 Dicembre 2021 ore 12:34

Il punto sui dati dell'epidemia nel territorio di Ats Insubria mostra un quadro di grossa difficoltà: per i casi in aumento (oltre 4mila nell'ultima settimana), per la mole di tamponi da fare e per la situazione nelle scuole. Fortunatamente, i vaccini fanno il loro lavoro eil tasso di ospedalizzazioni si tiene sotto la soglia di guardia.

Varese, incidenza a 300

Un tempo sarebbe bastato per farci finire dritti in zona rossa. Ora, coi vaccini, pesano di più i ricoveri e quelli, almeno per il momento (e a quanto annunciato dal Presidente Attilio Fontana, almeno fino a Natale) non dovrebbero portarci a cambi di colore. I dati forniti questa mattina, giovedì 16 dicembre, da Ats Insubria mostrano comunque un quadro preoccupante. Anche perchè seppure a tasso minore grazie alle vaccinazioni più positivi ci sono, più ricoveri si rendono necessari.

Nella settimana dal 3 al 9 dicembre a fronte di 93.992 tamponi (55.936 a Varese, 37.056 a Como) si erano rilevati 3.007 casi (2.073 a Varese, 934 a Como) con un'incidenza di 203,27 casi ogni 100mila abitanti (232,26 a Varese, 159,17 a Como). In quella appena trascorsa tutti i dati sono in aumento: 113.294 tamponi (69.188 a Varese, 44.736 a Como), 4.295 nuovi positivi (2.800 a Varese, 1.495 a Como) e incidenza a 290.33 casi ogni 100mila abitanti (313,71 a Varese, 254,77 a Como).

"C'è stato un aumento molto forte di contagi nell'ultima settimana, il quadro è impegnativo - ha commentato il Direttore Sanitario Giuseppe Catanoso - L'andamento però è molto più lento rispetto al 2020, gli ospedalizzati non sono così preoccupanti. I contagi ci sono, sono in aumento ma le ospedalizzazioni come numero sono meno impegnative. L'Rdt ci dà indicazione di una sorta di stabilità. Per quanto riguarda i contagi, la fascia di età sotto i 12 anni è la seconda come numerosità, rispetto alla fascia 25-49".

Le scuole non sono sicure

Problematica, come già evidenziato in passato, la situazione nelle scuole. Che, complice la Delta o meno, si scoprono improvvisamente "non sicure", nonostante tante parole (e pochi fatti) soprattutto a livello ministeriale e governativo. Qui ai casi in aumento, soprattutto nelle classi "non vaccinabili" alle primarie, si aggiunge la difficoltà già nota di tenere il passo con la sorveglianza con testing:

"Stanno aumentando i casi alla primaria - ha dichiarato la dottoressa Elena Tettamanzi - Abbiamo una media di 50 segnalazioni al giorno circa, ogni segnalazione comporta molti casi da gestire. Le classi poste in sorveglianza hanno l'obbligo di fare due tamponi, poi, con la valutazione degli esiti, vanno messi in quarantena o i non vaccinati o tutta la classe. Ad inizio mese con la valutazione del tampone T0, in quarantena sono andate il 20% delle classi, ora siamo al 40%. Al T5 siamo all'80% già al 13 dicembre. Questo implica fare tre tamponi ciascuno, un enorme lavoro per noi".

Sul tema Catanoso ha aggiunto:

"Nella prima fase della pandemia i contagi avvenivano fuori dalle classe, ora anche all'interno perché il virus non è quello originale ma è la variante Delta che è molto più contagiosa. Come Ats abbiamo lo stesso personale e mezzi, ma abbiamo quadruplicato lavoro".

Per risolvere, o comunque ridurre il problema tamponi, dovuto da un lato alle poche strutture per l'esecuzione (in aumento) dall'altra al collo di bottiglia dei laboratori, Ats si è rivolta ai privati dopo l'ok della Regione.  "Abbiamo chiesto ai privati accreditati e poliambulatori in grado di fare tamponi - ha informato Catanoso - di offrirci possibilità di inserire agende. Già nei prossimi giorni quando il cittadino riceverà il link per il tampone, vedrà anche agende di privati che si sono offerti per fare il servizio sanitario nazionale".