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La Pandemia non ferma l’Erasmus e l'incontro coi partener europei si trasporta nel mondo virtuale

Otto ragazzi delle classi terze del Galilei di Tradate  hanno lavorato con i compagni di Polonia, Grecia, Nord Macedonia e Spagna al progetto "L'Europa prende fiato" approfondendo le tematiche ambientali

La Pandemia non ferma l’Erasmus  e l'incontro coi partener europei si trasporta nel mondo virtuale
Altro 12 Ottobre 2021 ore 11:00

Otto ragazzi delle classi terze del Galilei di Tradate  hanno lavorato con i compagni di Polonia, Grecia, Nord Macedonia e Spagna al progetto "L'Europa prende fiato" approfondendo le tematiche ambientali

 

La pandemia non ha fermato il progetto Erasmus e dal 27 settembre al 1 0ttobre alcuni alunni della scuola media Galilei hanno approfondito i temi dell'inquinamento atmosferico con esperimenti, video e incontri virtuali in lingua inglese con i compagni dei Paesi partner

La Pandemia non ferma l'Erasmus: un ponte virtuale tra il Galilei e le scuole europee

 

Come è possibile portare avanti un progetto Erasmus che presuppone l’incontro tra persone di paesi diversi durante una pandemia? La scuola Galileo Galilei di Tradate ha accettato la sfida e grazie alla dedizione della responsabile del progetto Monica Salmoiraghi e di tutti gli insegnanti si è trasportato l’incontro nel mondo virtuale. La scuola Galilei infatti è dotata di strumentazioni informatiche all’avanguardia magistralmente gestite dalla professoressa Katia Cattaneo responsabile dell’area informatica.

 "L'Europa prende fiato"

Nella settimana dal 27 settembre al 1 ottobre otto ragazzi appartenenti alle classi terze della scuola media si sono collegati tramite una piattaforma internet con i coetanei di altre nazioni europee (oltre all’Italia partecipano al progetto Polonia, Grecia, Nord Macedonia e Spagna) e hanno lavorato insieme in classi virtuali nell’ambito del progetto Erasmus + «Europe takes a breath» ovvero «L’Europa prende fiato» che ha lo scopo di approfondire le tematiche relative all’inquinamento dell’aria.
I ragazzi comunicando con i coetanei dei paesi partner in inglese hanno così creato un poster digitale sulle cause e sugli effetti dei problemi ambientali.
I ragazzi guidati dalla professoresse Lessi e Cattaneo hanno poi eseguito degli esperimenti scientifici e hanno condiviso i video dei loro esperimenti con gli studenti degli altri paesi. Anche le insegnanti intanto hanno lavorato insieme scambiandosi metodologie didattiche e predisponendo il prossimo incontro.

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L'obiettivo del progetto

Ma qual è il valore di un progetto Erasmus?
Lo spiegano i ragazzi partecipanti:

«Ho usato l’inglese per comunicare, ho instaurato amicizie con ragazzi che forse un giorno potrò incontrare di persona. Ma soprattutto ho imparato a lavorare in squadra e a conoscere i problemi ambientali per capirli e, chissà, risolverli. Questa è stata una settimana incredibile per me e per tutti i partecipanti che ha cambiato la mia vita facendomi notare l’impatto ecologico delle mie azioni quotidiane».