Valle Olona

Il caso delle mascherine a Fagnano Olona va in Procura

Paolo Carlesso: "Sono 8 pagine di esposto, che invierò a Procura della Repubblica, Prefettura per quanto le compete, Guardia di Finanza e Carabinieri".

Il caso delle mascherine a Fagnano Olona va  in Procura
Valle Olona, 11 Ottobre 2020 ore 09:30

La distribuzione delle mascherine agli alunni delle scuole fagnanesi da parte dell’amministrazione arriva in Procura. E’ l’azione che Paolo Carlesso, consigliere di minoranza del gruppo Fagnano Bene Comune, aveva già intenzione di fare dopo la richiesta di accesso agli atti effettuata insieme agli altri capigruppo dell’opposizione per chiarire alcuni passaggi dell’iniziativa e alla quale – nel consiglio comunale di lunedì sera – ha annunciato di voler dare compimento.

Il caso delle mascherine finisce in Procura

 

«Sono 8 pagine di esposto, che invierò a Procura della Repubblica, Prefettura per quanto le compete, Guardia di Finanza e Carabinieri», conferma Carlesso.  «L’amministrazione ha consegnato ai ragazzi dispositivi manomessi e inadeguati alla protezione individuale», ha ribadito più volte il consigliere. Oggetto dell’accusa è una serie di errori: l’aver applicato la medesima etichetta illustrativa a tutte le 850 mascherine distribuite, benché provenissero da due diverse aziende e avessero caratteristiche non omologabili (500 lavabili, 350 monouso), l’aver cancellato la dicitura dell’azienda produttrice che indicava il massimo di 10 lavaggi, la mancata consegna del foglio illustrativo completo, l’aver omesso che non si tratta di dispositivi medici, la misura da adulto non adeguata alla protezione di bambini e ragazzi. Oltre ad altri passaggi burocratico-normativi che sarebbero stati omessi al ricevimento delle donazioni.

Sindaco tranquillo

Il sindaco Elena Catelli, come già nella risposta alla richiesta di accesso agli atti, anche in consiglio ha ribadito la sua tranquillità fondata sul fatto che tutte le mascherine distribuite ai ragazzi sono dispositivi di protezione sicuri, di qualità certificata e validi. Motivo per il quale l’amministrazione con la sua donazione non ha arrecato alcun danno alla salute, compiendo piuttosto un gesto di sensibilità verso gli studenti che iniziavano l’anno scolastico. Catelli ha anche riferito di aver incaricato la Polizia locale di compiere accertamenti e non si è scomposta di fronte all’intenzione di Carlesso di rivolgersi alla Procura. L’assessore alla Pubblica istruzione Elena Corio, che aveva curato preparazione e consegna dei dispositivi nei tre plessi, ha ammesso alcuni errori «in buona fede», motivandoli con la fretta di arrivare in tempo per il primo giorno di scuola a distribuire le mascherine ricevute con donazione, dal momento che non vi erano certezze dell’arrivo della dotazione ministeriale. «Una parziale ammissione di mancanze che sarebbe dovuta arrivare dopo la nostra richiesta di accesso agli atti – sostiene però Carlesso – quando invece è stato negato tutto».

 

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