Emergenza Coronavirus

Il Ministro della Salute conferma in Senato: restrizioni fino al 13 aprile

Speranza: "In questo momento è importante fare attenzione, non commettere errori per non rischiare nuovi focolai".

Il Ministro della Salute conferma in Senato: restrizioni fino al 13 aprile
01 Aprile 2020 ore 11:23

“Sono prorogate fino al 13 aprile tutte le misure di limitazione alle attività e agli spostamenti individuali finora adottate per l’emergenza”.

La notizia della proroga era scontata, ma questa mattina un’informativa del Ministro della Salute Roberto Speranza al Senato ha dato non solo una conferma, ma anche una data: lunedì 13 aprile, vale a dire Pasquetta.

Speranza: “Restrizioni fino al 13 aprile”

Fino ad allora tutte le restrizioni imposte dal cosiddetto Decreto Coronavirus rimarranno in vigore.

Anzi, nei giorni scorsi lo stesso ministro aveva messo le mani avanti chiaramente parlando di limitazioni prorogate e in vigore “almeno fino a Pasqua”, il che significa che il paletto potrebbe poi essere spostato ancora più in là.

“In questo momento è importante fare attenzione, non commettere errori per non rischiare nuovi focolai. Non c’è un cessato allarme. La strada è ancora lunga e sbagliare i tempi significa vanificare tutti gli sforzi. È stata ed è ancora durissima, ma risposta Paese c’è. Stiamo già pensando al dopo”.

Così ha aggiunto Speranza nella sua informativa.

Senza il vaccino non sconfiggeremo mai definitivamente il Covid

Senza il vaccino non sconfiggeremo mai definitivamente il Covid. Per un periodo non breve gestire la transizione. Fase di convivenza con il virus andrà gestita d’intesa con il comitato scientifico con grande prudenza”.

Così ancora il ministro.

“Un clima politico unitario è la condizione per tenere insieme il Paese in un momento difficilissimo. Nel dopoguerra, mai come in queste ore, non è il momento delle divisioni. Mai come ora appaiono datate vecchie dispute geopolitiche. E’ l’ora della solidarietà, nessuno si salva da solo”.

Programmare il dopo fin da ora

“Certo. Dobbiamo programmare il domani. Lo stiamo già facendo. Ma sbagliare i tempi o anticipare alcune mosse significherebbe pregiudicare il lavoro fatto. Non possiamo sostenere che a una crisi sanitaria si sommi una devastante crisi sociale. La battaglia è molto lunga. Non possiamo e non vogliamo abbassare la guardia. E’ stata ed è ancora durissima, ma la risposta del Paese c’è e non dico di una parte, parlo dell’Italia”.

Graduare le attuali limitazioni

“Nella nostra battaglia per sconfiggere questo virus sarà decisiva la ricerca scientifica. Sarà il vaccino l’arma che ci consentirà di sconfiggere definitivamente il Covid-19. In questa partita l’Italia c’è. Per un periodo non breve dovremo saper gestire una fase di transizione: sarà indispensabile graduare la riduzione delle attuali limitazioni adottando adeguate e proporzionali misure di prevenzione per evitare che riesplodano nuovi e gravi focolai di infezione”.

 

 

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