Regione Lombardia

Caparini: "Il Mes? Sciagura per l'Italia"

Caparini, assessore al Bilancio della Giunta Fontana, punta sulla ripartenza economica.

Caparini: "Il Mes? Sciagura per l'Italia"
16 Giugno 2020 ore 15:09

Dall’emergenza sanitaria e quella economica, dalla realizzazione dell’ospedale Fiera di Milano ai 3 miliardi di fondi destinati in opere pubbliche. Regione Lombardia prova a ripartire malgrado la complessa situazione nazionale e la polemica del Mes, raccontata dalle parole di Davide Caparini, Assessore a Bilancio, finanza e semplificazione.

La Lombardia è la regione che versa più tasse allo Stato ma in cambio riceve meno trasferimenti. Il residuo fiscale è di 54 miliardi all’anno. Una differenza che si contava di ridurre attraverso l’autonomia. Ma questo tema sembra cancellato dalle agende politiche…

“In realtà, se da un lato è vero che la Lombardia presenta un residuo fiscale di ben 54 miliardi di euro l’anno, va sottolineato con forza che l’autonomia che chiede la Lombardia per ciò che attiene allo Stato è a costo zero. Quindi è una polemica montata sul nulla, quella di chi afferma che la Lombardia “egoista” vuole tenere per sé il gettito fiscale. Quello che assolutamente non vogliono, le sinistre al governo, è cedere potere. Per questo hanno bloccato l’iter dell’autonomia e non solo quella della Lombardia ma di tutte le regioni che la vorrebbero, tra le quali l’Emilia Romagna. Non vogliono devolvere alle istanze regionali la gestione di servizi e di comparti oggi accentrati nei ministeri. Un esempio? La scuola. La visione statalista delle istituzioni, tipica dell’ideologia comunista, continua a compenetrare questo governo”.

Dall’esplosione del Coronavirus, la Lombardia è costantemente sotto attacco. È anche per questo motivo che oggi la strada verso l’autonomia sembra diventata così impervia?

“La risposta a questa domanda è semplice. Basta invertire l’ordine degli addendi. La Lombardia è costantemente sotto attacco da parte del sistema politico-editoriale delle sinistre al governo. Dilagato addirittura dentro il Tg1 Rai, diventato il loro trombettiere. Perché la Lombardia chiede l’autonomia e questa autonomia farebbe da apripista per identiche richieste da parte di molte se non tutte le altre regioni italiane. Colpendo la Lombardia, le sinistre al governo vogliono colpire l’alfiere dell’autonomia. Sperando con questo di impedirla in tutta Italia”.

Qualche errore nella gestione dell’emergenza sanitaria sarà sicuramente stato commesso. Ma come spiega alcuni atteggiamenti di forte astio come quello di Massimo Mantellini, uno degli esperti arruolati dal premier Giuseppe Conte? Il quale ha detto: “La dico piano, ma quest’estate i lombardi li chiuderei in Lombardia” e questo è solo l’ultimo di una lunga serie…

“Il signor Mantellini non è altro che un giullare che balla alla corte del suo governo. È ovvio che abbia detto questa oscenità, questo volgare insulto ai lombardi col benestare del signor Conte. Diversamente da così, sarebbe stato rimosso pochi minuti dopo. Il signor Mantellini è il guitto a cui è stato ordinato di dire ciò che ha detto”.

La Regione ha recentemente stanziato 3 miliardi di euro in opere pubbliche di cui 400 mila euro a Comuni e Province in opere immediatamente cantierabili. Ma come e quando verranno investiti gli altri 2,5 miliardi?

“Questo è il Piano Marshall per la Lombardia voluto fortemente dal Presidente Fontana. Il piano prevede uno stanziamento di 51 milioni e 350 mila euro per le province, 348 milioni e 650mila euro per i comuni, 2 miliardi e 470 milioni di euro per interventi per la ripresa economica e 130 milioni di euro per investimenti strategici. Altri 10 milioni di euro vengono poi stanziati per la produzione di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale. Infine, 82 milioni di euro sono per il personale sanitario attivo durante l’emergenza covid19. Il Piano è attuato nel triennio 2020-2022. Proprio perché è destinato ai territori lombardi, saranno i territori a decidere come investire concretamente questo denaro. Non saranno prese decisioni “centraliste” da parte di Regione Lombardia”.

Netweek ha collaborato con entusiasmo alla raccolta fondi “Il tuo aiuto e prezioso”, coinvolgendo i suoi 31 settimanali lombardi. È stata una gara di generosità straordinaria che ha visto la partecipazione di circa 35 mila lombardi.

“I fondi raccolti, come è noto, sono e saranno destinati alle attrezzature sanitarie, ai medici, gli infermieri e tutto il personale. I quali hanno combattuto e continuano a combattere la durissima battaglia per curare i cittadini lombardi e sconfiggere il Covid-19. Al momento attuale, complessivamente, sono stati raccolti oltre 100 milioni di euro. Nei quali sono comprese le donazioni per realizzare il nuovo padiglione di terapia intensiva nella struttura della Fiera di Milano che è stato costruito a tempo di record”.

L’ospedale Fiera di Milano – realizzato durante l’emergenza sanitaria – è stato quasi interamente realizzato con il contributo di privati. Quale sarà la sua funzione, visto che in questa fase il suo utilizzo è stato quasi nullo?

“Quando Guido Bertolaso si fece promotore della costruzione di questo formidabile progetto, ogni giorno arrivavano in tutti i Pronto Soccorso della Lombardia non meno di cento malati di Covid. Tutti in condizioni cliniche estremamente critiche. Giulio Gallera fino a quel momento era riuscito a fare qualcosa di incredibile: raddoppiare i posti letto di terapia intensiva in meno di 15 giorni. Ma non bastava. Noi tutti assessori e il presidente Fontana ci rendemmo conto che avanti in quel modo, si avvicinava un evento terribile che volevamo a tutti costi scongiurare. L’impossibilità di far ricoverare in terapia intensiva chi ne aveva disperato bisogno per vivere perché non c’erano più posti. Ci rendemmo conto che l’unica via per evitare un’apocalisse inimmaginabile era di erigere un ultimo grande baluardo prima di finire confitti.

Così è nato il progetto. E’ così che tecnici, ingegneri del Politecnico, maestranze preparatissime e operai e aziende fornitrici insieme sono, siamo riusciti a realizzarlo in 10 giorni. Lo abbiamo fatto perché mai avremmo dichiarato la resa senza dare battaglia fino all’ultimo minuto a questo nemico subdolo e terribile che si chiama coronavirus. Poi, grazie alla straordinaria abnegazione dei medici, degli infermieri e tutti coloro che hanno combattuto e lo sottolineo continuano a combattere il Covid, l’epidemia ha rallentato. I disciplinatissimi lombardi hanno dato una grande aiuto rimanendo a casa, evitando contatti d’ogni genere fuori casa. Chi critica l’ospedale in Fiera cosa augura alla Lombardia? Che l’epidemia riprenda a uccidere i lombardi? Si guardi nello specchio. Vedrà un mostro”.

Il Governo deve decidere se utilizzare i 37 miliardi del Mes, per spese sanitarie dirette e indirette. Se la risposta sarà positiva, alla Lombardia dovrebbero arrivare dai 5 ai 6 miliardi di euro. Lei come assessore al Bilancio sfrutterebbe l’opportunità del Mes?

“Chi pensa che il Mes sia un’opportunità per la Lombardia riferendosi ai soldi, sappia che è una sciagura per l’Italia. Farebbe cadere il Paese nella trappola della Troika. E chi lo nega, mente sapendo di mentire. Le condizioni per l’utilizzo del Mes sono tali per cui l’Italia perderebbe la propria sovranità. Che non raccontino fandonie. E poi, di cosa stiamo parlando con il Mes? Di 37 miliardi complessivi? La Lombardia ne spende – senza fare debiti, con i bilanci sempre in pari – 17 ogni anno per la sanità. Cinque o sei miliardi una tantum non cambierebbero nulla, nel contesto della spesa sanitaria lombarda”.

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