Passeggiate

Autunno nei boschi

Immersi in un magico foliage, alla ricerca di funghi e castagne

Autunno nei boschi
26 Ottobre 2020 ore 12:38

Autunno nei boschi, immersi in un magico foliage. Boschi che diventano tavolozze di colori caldi, dal rosso all’arancione, dal giallo al marrone; paesaggi fantastici che trasmettono un fascino favoloso e magico, dove assaporare un’atmosfera tranquilla e profumata. E che bello anche solo desiderare di fare una passeggiata in una di queste foreste, sentendo sotto i piedi lo scricchiolare delle foglie calpestate… Vi segnaliamo, allora, qualche località dove vivere da vicino questa straordinaria esperienza.

Autunno nei boschi della Valle d’Aosta

Val d’Ayas

Tra le montagne della Valle d’Aosta oltre ai caldi colori del rosso o del giallo, del marrone o dell’arancione, non mancherà anche il verde, vista la grande quantità di conifere, verdi tutto l’anno. Le località suggerite anche dal portale regionale dedicato al turismo sono molteplici: dal bosco di faggi della frazione di Courtil, a 7 km da Bard, al parco del castello Passerin d’Entreves, a Châtillon, con i suoi alberi monumentali, i numerosi aceri rossi e il giardino rinascimentale francese, dall’arboreto Borna di Laou (luogo del lupo) a Verrès, risalendo la strada regionale della Val d’Ayas, la cui variegata vegetazione è illustrata da cartelli con nomi scientifici e comuni, fino al Parque d’Euntrebeun, in località Entrebin, sulla collina di Aosta, che ospita una varietà di circa 200 specie arboree d’affascinante qualità cromatica, grazie al giallo di frassini ed olmi e all’arancio dei castagni.

Autunno nei boschi del Piemonte

Langhe piemontesi

E se vi dicessimo che si può ammirare questo straordinario spettacolo autunnale comodamente seduti su un treno? Potreste anche non crederci, ma il Treno del Foliage esiste veramente e si sposta tra il Piemonte e il Canton Ticino, sul percorso della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, storica linea che congiunge Italia e Svizzera dal 1923. Fino al 15 novembre permetterà, salendo sui suoi vagoni bianchi e blu, di immergersi tra boschi e vallate selvagge che si tingono di tutte le tonalità del rosso, giallo e arancione. Ogni ora i treni che collegano il borgo di Domodossola all’elegante cittadina svizzera di Locarno, affacciata sul Lago Maggiore, attraversando la Valle Vigezzo e le Centovalli, viaggiano lungo un percorso di 52 km con vedute spettacolari e scorci panoramici infiammati dai colori autunnali. I biglietti speciali sono in vendita sul sito www.vigezzinacentovalli.com. E la prenotazione è obbligatoria. Ma sbrigatevi, perché per alcune giornate i biglietti sono già esauriti.
Certo non mancano anche altre occasioni, come quella offerta da alcune località piemontesi che quest’anno hanno aderito alla giornata nazionale del Trekking Urbano che si tiene il 31 ottobre 2020 con il tema tema: “Com’è GREEN la mia città”. E’ il caso, ad esempio, del percorso “Tra acque e boschi, il cammino verde di Druento” situato all’interno del Parco La Mandria nei pressi di Torino. Si tratta di un antico borgo abitato da agricoltori e commercianti di legnami, sovrastato da un avamposto militare, dove nel XII secolo fu costruita una cappella consacrata a San Giuliano Martire. Rimangono di quel periodo i ruderi del castello, noti sotto il nome di Castlass, e la chiesetta di San Giuliano. Il percorso inizia proprio dal Borgo Rubianetta, com’era chiamato Druento, per poi seguire il cammino storico che gli abitanti del nucleo primitivo furono costretti a seguire per costruirne uno alternativo finalizzato a risolvere i problemi di comunicazione causati dalla presenza di numerosi corsi d’acqua e delle frequenti esondazioni. Ma ancora più adatto al nostro scopo, come dice il titolo di un altro percorso che ha aderito alla giornata nazionale del Trekking Urbano, è l’itinerario torinese “Foliage e grandi alberi al Valentino” che si svolge, appunto, all’interno del grande Parco del Valentino tra piste ciclabili, sentieri e giardini: si tratta di un percorso storico-naturalistico, alla scoperta della storia e della ricca vegetazione del Parco, che si distingue particolarmente per il patrimonio naturalistico, con una flora molto diversificata fatta di platani monumentali e grandi piante “esotiche”.
In questo periodo merita una visita anche il fantastico parco naturale situato nello stupendo scenario delle Alpi Biellesi: la bellissima Oasi Zegna dove vengono organizzate delle facili passeggiate di un paio d’ore, adatte anche ai bambini, per ammirare il foliage nelle faggete del Bosco del Sorriso o tra i castagni che circondano i Santuari della Madonna della Brughiera e della Novareia. Per info e prenotazioni: 015.0990725, 349.6252576, overalp@overalp.com.
E poi ancora un tour nelle Langhe piemontesi, che durante il periodo autunnale vedono le colline e i vigneti tingersi dei colori caldi della stagione, oppure nel bellissimo Parco Nazionale Gran Paradiso, per ammirare i boschi di larici che si infiammano delle sfumature di giallo, rosso, arancione e marrone e le praterie alpine che si imbiondiscono al punto che sembra di trovarsi in un incredibile tavolozza di colori, come succede se si percorre il sentiero del vallone del Roc, sopra Noasca.

Autunno nei boschi della Lombardia

Lomellina

Se dovessimo elencare le località dove in questi giorni si può osservare un suggestivo foliage in Lombardia, forse non basterebbe il resto dell’articolo. Ci limitiamo a citare quegli itinerari che suggerisce anche il portale turistico regionale. A cominciare dalla Via Francigena: probabilmente anche i viandanti medievali che si incamminavano in autunno lungo i 140 km del percorso lombardo, tra la Lomellina e il Lodigiano, avranno goduto di questo straordinario paesaggio che si snoda tra risaie e vigneti, abbazie e castelli, querce e pioppi.
Da non perdere anche la greenway della Val Brembana, in particolare nel tratto tra Zogno e Lenna, dove le tracce della ferrovia sono ancora presenti: 19 km e un dislivello di 180 metri, tra fitti boschi. Ma anche oltre, ad Ambria e a San Pellegrino Terme dove ci sono zone boschive che d’autunno si tingono di mille sfumature. Una piccola deviazione su una mulattiera, da Oneta, porta alla Casa d’Arlecchino, la dimora dei ricchi mercanti Grataroli dove aveva lavorato, prima di darsi al teatro di strada, un servitore buffo.
Merita lo sforzo di una camminata di un paio d’ore, tra gli gnomi e i folletti della Riserva Naturale del Sasso di Malascarpa, la scoperta dello Spirito del Bosco. Siamo a Canzo, in provincia di Como, e si deve percorrere un dislivello di 400 metri, smorzato da scalette e tornanti, da Prim’Alpe, dove parte il Sentiero dello Spirito del Bosco, fino alla località Terz’Alpe. Qui compaiono gli Spiriti del bosco: le sculture in legno e pietra a forma di folletti, uccelli e scoiattoli che fuoriescono dai tronchi, realizzate dall’artista Alessandro Cortinovis.
Chissà se anche i soldati che proteggevano il confine italiano con la Svizzera avranno apprezzato, in questi periodi, il foliage che accompagna la cosiddetta “Linea Cadorna”? Oggi è diventata un itinerario naturalistico e uno dei tratti più affascinanti da percorrere in autunno è quello nei boschi di Marzio, nel Varesotto: quattro ore di cammino andata e ritorno che uniscono anche naturali affacci di belvedere sul Monte Rosa e sul lago di Lugano.
I colori del foliage si snodano, invece, tra il blu del cielo e quello del lago lungo la “Via dei Monti Lariani”: più di 120 km facilmente frazionabili lungo la sponda occidentale del Lago di Como, da Cernobbio a Sorico, in un percorso fatto di mulattiere e faggete, alpeggi e muretti, baite e chiesette.

Autunno nei boschi del Veneto

Laghetto di Roana sull’Altopiano di Asiago

Anche qui non mancano località dove in questo periodo il foliage la fa da padrone. Si pensi al Parco Regionale della Lessinia, in provincia di Verona, dove i colori degli alberi si mischiano col fenomeno del carsismo che ha creato forme incredibili, come il Ponte di Veja, l’arco naturale più grande d’Europa, e la Spluga della Preta, un abisso che sprofonda per circa mille metri. Per ammirare il foliage uno dei luoghi migliori è la Valle delle Sfingi con i suoi affascinanti monoliti di calcare simili a sfingi egizie, circondati da faggeti che in autunno risplendono di sfumature ramate e dorate.
Poi il ben noto Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, che ogni anno organizza addirittura una festa dedicata al foliage, svoltasi nei giorni scorsi. Qui si possono raggiungere mete a piedi o in mountain bike e lungo il percorso ammirare lo spettacolo della natura, dal Passo d’Alpaca a Cima Ekar, dalla Valbella alla Val Forbice.
Infine, un’atmosfera davvero particolare la si può incontrare nei dintorni di Feltre, nel Bellunese. In particolare intorno al Santuario intitolato a San Vittore e Santa Corona, a circa 3 chilometri dal centro di Feltre, da cui si godono panorami mozzafiato e da dove si può prendere il Sentiero Natura, ben segnalato e alla portata di tutti, che attraversa prati e boschi che in autunno risplendono dei colori più caldi.

Autunno nei boschi della Liguria

I parchi liguri sono il luogo ideale per gli amanti del foliage, grazie al clima mite che consente di passeggiare nei boschi senza temere ondate di freddo. Così si può ammirare la più estesa faggeta della Liguria al bosco di Rezzo in valle Arroscia, nel Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, immersi tra fusti alti anche più di 30 metri con un sottobosco ricco di erbe e fiori. Si può andare anche con i bambini nella foresta della Deiva, nel comune di Sassello, a Pratorotondo (Cogoleto) per un’escursione ad anello nel Parco del Beigua che tocca il sito neolitico del “riparo sotto roccia” in località Fenestrelle e il museo preistorico di Alpicella, sino alla “strada megalitica”, una particolare via, delimitata da grandi blocchi, rivolta verso la vetta del Monte Greppino.
E’ colorata di giallo, arancione e rosso anche la folta vegetazione che circonda il lago del Brugneto, nel Parco Naturale Regionale dell’Antola, a poca distanza da Genova. Non sono da meno il parco che sovrasta Portofino o la splendida faggeta del Monte Zatta, una delle più belle della Liguria, dalla cui vetta si gode uno spettacolare panorama sul Golfo del Tigullio, o ancora le colline terrazzate a picco sul mare, tra vigne, ulivi e limoni dai colori cangianti del Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Autunno nei boschi della Toscana

Santa Fiora, Monte Amiata

Sono diverse le località toscane dove il foliage fa bella mostra. Innanzitutto sulle montagne della Garfagnana: si pensi ai boschi che circondano l’antica Fortezza delle Verrucole nel comune di San Romano o a quelli intorno al suggestivo Eremo di Calomini, situato alla base di una grande parete strapiombante alta circa 70 metri e incassato per 15 metri all’interno della roccia. Qui è il borgo medievale di Isola Santa, nel Comune di Careggine, sulle sponde di un piccolo lago artificiale che in autunno regala un’atmosfera unica e spettacolare.
Ma lo spettacolo è garantito anche anche sul Monte Penna sopra la Foresta del Lama nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi (e se avete intenzione di andarci, mettete in conto di fare un salto al vicino Eremo di Camaldoli) o nella vicina Foresta di Campigna con il suo bosco monumentale di faggi, aceri e abeti che circonda il Santuario della Verna.
E poi, per concludere in bellezza, c’è il Monte Amiata con la faggeta più grande d’Europa, magari ammirando i dintorni del piccolo borgo di Santa Fiora, un capolavoro di arte e di architettura, con un centro storico dove sembra che il tempo si sia fermato.

Gite nei boschi a caccia di castagne

L’autunno è indubbiamente la stagione adatta per una gita nei boschi a raccogliere la regina della stagione, la castagna. Si può andare anche nel bosco dietro casa, oppure andare in cerca di prodotti che hanno ottenuto il riconoscimento Igp o Dop a livello europeo.
La tipica castagna valdostana si trova soprattutto nella zona compresa tra Châtillon e Pont-Saint-Martin e all’imbocco della Valle del Lys, dove si concentra l’80% dei castagneti della regione. Lillianes è conosciuto come il paese delle castagne, perché è il maggior produttore valdostano di questo frutto. Nel villaggio di Albard di Bard è stata riallestita nel cuore di un magnifico castagneto una “grehe”, caratteristico fabbricato rurale usato per essiccare le castagne.
Il Piemonte è davvero ricco di boschi dove raccogliere le castagne, ma in due aree specifiche troviamo prodotti di altissima qualità. Nella provincia di Cuneo, tra il Po e il Tanaro, si può trovare la Castagna di Cuneo Igp, una delle più pregiate, croccante dal sapore dolce e delicato. Poi, in Val di Susa si trovano ben cinque tipologie di marroni coltivati da millenni: il marrone di San Giorio di Susa, il marrone di Meana di Susa, il marrone di Sant’Antonino di Susa, il marrone di Bruzolo e il marrone di Villar Focchiardo.
In Lombardia i boschi dove trovare castagne sono tantissimi, ma ne segnaliamo alcuni più interessanti: il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, in provincia di Lecco; i boschi di Brinzio, in provincia di Varese, alle pendici del monte Martica, con percorsi molto semplici e adatti alle famiglie; in Valtellina sono rinomate le castagne di Albaredo per San Marco; nel Triangolo Lariano, in particolare a Barni, dove si erge il colossale castagno “Castanum de Buncava”.
In Veneto val la pena cercare tre delizie: nel trevigiano troviamo il Marrone di Combai, tra il fiume Piave e il confine con il Friuli Venezia Giulia, e il Marrone del Monfenera, nell’area pedemontana del Grappa e del Montello, entrambi prodotti Igp; mentre in territorio veronese, tra le pendici del Monte Baldo e il Lago di Garda, si produce il Marrone di San Zeno Dop.
La Liguria, che ha tra i dolci tipici proprio il Castagnaccio, offre la Castagna Brodasca, a Levanto e nella Val di Vara, e la Castagna Gabbiana, in Val Bormida e nell’entroterra savonese-imperiese.
In Toscana, la terra del Marronne Mugello Igp, varietà di castagna tutelata ed esclusiva di questa zona, offre un percorso da scoprire a piedi tra boschi e castagneti con la Strada del Marrone del Mugello di Marradi. La montagna della castagna è però il Monte Amiata, dove si può raccogliere un prodotto Igp.

Andar per funghi, con molta attenzione

Boschi, valli e pinete rappresentano l’habitat ideale per la crescita dei funghi. È importante sapere che ogni zona ha la propria regolamentazione in materia: è quindi necessario informarsi sulle disposizioni locali.
Le zone migliori per trovare funghi in Piemonte sono due: il Canavese, ossia il territorio tra Torino e la Valle d’Aosta, in particolare Cossano, e il Cuneese, e più in generale il confine a sud con la Liguria. Un posto dove si possono trovare funghi porcini in gran quantità è la Val Casotto, tra Mondovì e Garessio.
La Liguria è perfetta per la raccolta dei funghi, soprattutto all’interno delle Foreste regionali di Testa d’Alpe, Monte Ceppo, Gerbonte, Barbottina, Cadibona, Tiglieto, La Fame, Gottero.
La zona migliore per raccogliere i porcini in Lombardia è probabilmente la provincia di Sondrio, i boschi della Bassa Valtellina in tante diverse località. Famosissimi per i porcini, nell’Alta Valtellina, i boschi intorno a Oga. Nella provincia di Bergamo, il primato spetta alla Val Brembana. Intorno al Lago di Como le zone migliori per i porcini sono soprattutto i boschi della Valle d’Intelvi più alti, vicini al confine svizzero.
Passando in Toscana, le foreste della Valtiberina abbondano di porcini e ovuli in autunno. Un’eccellenza che nasce nella zona “alta” della regione e che vanta un’antica origine storica è il Fungo di Borgotaro Igp, che si trova nell’area di confine tra le province di Parma e Massa Carrara (in particolare Pontremoli e Zeri). Merita una citazione anche il fungo del Monte Amiata, che ha ottenuto l’Indicazione geografica protetta.

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