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Caccia: regole più soft in Lombardia, ma il Governo potrebbe impugnarle

Nonostante il parere contrario dell'assessore all'Agricultura, il leghista Rolfi, passa in Consiglio regionale la linea del consigliere bresciano e compagno di partito Massardi.

Caccia: regole più soft in Lombardia, ma il Governo potrebbe impugnarle
Glocal news 21 Maggio 2021 ore 12:06

L'assessore leghista all'agricoltura Fabio Rolfi aveva dichiarato il proprio dissenso, ma nonostante questo i provvedimenti proposti dal centrodestra sono stati accolti ed è passata la linea del consigliere - collega di partito - Floriano Massardi, relatore del provvedimento, che semplifica ancora una volta la normativa sulla caccia.

Il Consigliere Regionale della Lega Floriano Massardi

Modifiche della normativa venatoria

Per quanto riguarda il settore venatorio sono state introdotte diverse modifiche e novità, criticamente accolte dalla minoranza e dalle associazioni a tutela della fauna selvatica.

In primo luogo il cacciatore avrà la possibilità di provvedere alla segnatura dell’animale/volatile a cui ha sparato anche dopo il suo recupero e non necessariamente al momento della sua presunta uccisione, inoltre i cacciatori saranno obbligati a indossare il giubbino ad alta visibilità solo durante le battute di caccia al cinghiale e non per quelle alla lepre. Viene prorogata di 12 mesi la validità delle autorizzazioni per la caccia da appostamento fisso in scadenza per questa e per la prossima stagione visto che la complessità delle attività istruttorie da svolgere per il loro rinnovo non consentirebbe di esaminarle in tempo utile.

L'Assessore Regionale della Lega Fabio Rolfi

"Operatori volontari" nella caccia al cinghiale

Per i corpi e i servizi di Polizia provinciale è stato introdotto l’obbligo e non più la sola facoltà di avvalersi degli operatori volontari specificatamente formati e abilitati nella gestione faunistica, con l’obiettivo di facilitare i piani di abbattimento per le specie più invasive come il cinghiale: gli stessi cinghiali e tutti gli ungulati d’ora in poi potranno inoltre essere cacciati laddove il terreno è coperto di neve anche nelle zone di pianura.

E' consentito, fino a un massimo di due capi all’anno, che l’operatore volontario porti a casa il capo abbattuto a titolo di ricompensa per il lavoro svolto.

Sì agli anelli in plastica "per non ferire gli uccelli"

Nell’uso dei richiami vivi per la caccia da appostamento è consentito l’utilizzo anche di anellini in plastica o altre materiale idoneo: in questo modo si evitano gli anelli di acciaio che provocano danni alle zampette degli uccellini. Viene introdotta una deroga al termine del 31 marzo per il cambio della forma di caccia per i cacciatori che non hanno praticato l'attività venatoria nell'anno o negli anni passati. E’ previsto l'esonero dalla procedura di vincolo idrogeologico per la realizzazione di capanni fissi.

Lo sconcerto della Lega per l'Abolizione della Caccia (Lac)

Per la Lega per l'Abolizione della Caccia il nuovo provvedimento regionale va solo a favorire i cacciatori e la mancata tutela della fauna selvatica. Caccia facilitata dalle nuove norme introdotte da Regione Lombardia:

"L'attività di vigilanza e controllo sugli anellini utilizzati per gli uccelli da richiamo, che certificano che l'animale è da allevamento e non rubato o catturato in natura, dovrà essere svolta verificando unicamente la presenza dell’anellino sull'animale; la possibilità di utilizzo per l’inanellamento di anelli addirittura plastici. Saranno felici dunque bracconieri e contraffattori; la semplificazione della procedura per il rinnovo decennale delle autorizzazioni dei capanni; la possibilità di cacciare in tutti gli ambiti di pianura (ATC) il cinghiale in selezione anche su terreno coperto di neve; la possibilità di segnare l'animale ucciso sul tesserino dopo il recupero della selvaggina stessa e non subito dopo l'abbattimento come prescrive la legge nazionale; la soppressione della banca dati dei richiami vivi; la possibilità di lasciare al cacciatore, nominato operatore volontario, il capo ucciso in controllo (fino a un massimo di 2) senza che passi dal CLS (centro lavorazione carni selvaggina) e ad ATC, CAC ed Enti gestori delle aree protette di individuare un CLS a cui cedere i cinghiali prelevati in controllo potendo così evitare l'attivazione della procedura di evidenza pubblica per ogni singolo capo abbattuto; l'esonero dalla procedura di vincolo idrogeologico per la realizzazione di capanni fissi... Insomma, in Regione oggi si è lavorato a beneficio di una minoranza armata che vede l'ambiente solo come "cosa" da depredare, con lo stipendio fornito dalla maggioranza dei Lombardi che la natura la vorrebbe protetta davvero."

Le reazioni politiche

Si è detto soddisfatto il Consigliere della Lega Floriano Massardi , relatore del provvedimento:

“Si tratta di una norma che introduce modifiche circoscritte e limitate, che consente l’inserimento di puntuali integrazioni e specifiche sostituzioni all’interno delle leggi vigenti. In questo contesto mi è stato possibile portare avanti numerose istanze provenienti dal mondo venatorio. Si tratta di importanti conquiste, ottenute con non poche difficoltà, a tutela della nostra amata passione: la caccia”.

Favorevole anche Forza Italia, che tramite la rappresentanza del consigliere Ruggero Invernizzi ha chiarato:  “In questa legge ordinamentale c’è tutto il pragmatismo di Regione Lombardia nel riordino normativo. Colmiamo carenze che vengono segnalate e al tempo stesso operiamo una salutare opera di semplificazione e sburocratizzazione”.

Assolutamente contrari e amareggiati gli esponenti del Movimento Cinque Stelle, che già nella mattina di martedì 18 maggio hanno manifestato davanti a Palazzo Pirelli contro la caccia.

“Si è scritta una delle pagine più tristi di Regione Lombardia, creando un danno incredibile all’ambiente e alla natura. Come sempre si insiste, come nella caccia, con decisioni che vanno contro normative nazionale ed europee. Abbiamo ascoltato sia le voci del mondo venatorio che di quello ambientalista: le modifiche ordinamentali proposte dal centrodestra complicano la vita dei cacciatori e peggiorano le condizioni dell’ambiente, ignorando la necessità di tutelare il benessere degli animali usati come richiami vivi.
Nella storia della Lombardia la legge venatoria è la più modificata dalla regione. È un vero e proprio accanimento che ha generato un pasticcio normativo più volte impugnato. Eppure si continua a modificarla e a peggiorarla. Questa volta si interviene sugli anellini degli animali, sulle riserve naturali e sui controlli con l’unico obbiettivo, via via, di deregolamentare il quadro, senza una visione d’insieme. Queste modifiche non fanno un favore ai cacciatori e apriranno il campo a nuovi contenziosi e impugnative”.”, ha commentato il Consigliere pentastellato Simone Verni, seguito a ruota dal PD. Il Capogruppo democratico Fabio Pizzul citando  il cantautore Franco Battiato di recente scomparso ha chirato: “Sul ponte sventola bandiera bianca. Un ritornello che fotografa bene quello che ci rimane da fare come Partito Democratico. Abbiamo infatti tentato di collaborare per migliorare il testo, soprattutto su tematiche importanti come la casa, la caccia e le aree protette, ma il nostro contributo è stato respinto. E’ una legge che ci espone a ricorsi e sanzioni”.